L’aiuola di Piazza Tripisciano non si fa più. Ha vinto la burocrazia e ha perso la città intera.

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DSC_9058Mai avremmo immaginato di dovere scrivere queste note per dare contezza ai lettori che non ne fossero informati, su quello che rappresenta il triste epilogo di una vicenda iniziata sotto i migliori auspici e conclusasi nel peggiore dei modi. L’avv. Alfonso Gucciardo ha deciso di non continuare più i lavori di rifacimento dell’aiuola di Piazza Tripisciano, iniziati mercoledì 18 novembre e giunti anticipatamente a conclusione, sabato 21 novembre, negli studi di Radio CL1, alla fine dell’intervista al professionista nella quale è intervenuto l’assessore all’Ambiente  Amedeo Falci.

Una sterile e inutile burocrazia, complice anche la lentezza nelle comunicazioni, ha scritto la parola fine sulle buone intenzioni di un cittadino che voleva togliere gli escrementi dall’aiuola per sostituirli con i fiori. Ma pare che questo non si possa fare.

Dall’intervista è emerso che, a dispetto dell’autorizzazione verbale a eseguire i lavori e dell’accordo su quali piante mettere a dimora, avvenuto alla presenza del  prof. Domenico Galletta, docente di Agronomia all’Istituto Agrario, la Soprintendenza aveva scritto all’Ufficio Tecnico chiedendo un “progetto” di quanto si sarebbe dovuto realizzare. Il progetto doveva essere corredato dall’elenco dettagliato delle piante da mettere a dimora e dalla indicazione di quanti centimetri di terriccio si sarebbe messo sopra il telo pacciamante. Solo dopo avere esaminato tale documentazione, la Soprintendenza avrebbe rilasciato il “necessario” nulla osta.

La suddetta comunicazione non è mai stata girata all’avv. Gucciardo il quale, se ne avesse avuto conoscenza per tempo, certo non si sarebbe imbarcato in una vicenda dai risvolti giallo-rosa.

Altro paletto, che appare contraddittorio, è la mancata “comunicazione di inizio lavori” all’Assessore Falci, dallo stesso lamentata, il quale, nel suo intervento in Radio si è detto disponibile a risolvere il problema sol che si faccia tutto quello che è stato richiesto dalla Soprintendenza. Ci domandiamo: se l’avv. Gucciardo avesse comunicato l’inizio lavori, il progetto e gli allegati richiesti non sarebbero più stati necessari? Non riusciamo a capire. È stato quindi il mancato rispetto di una formalità a spingere il Comune a bloccare i lavori o è stata la richiesta della Soprintendenza? Non è dato capire. Diverse cose sono misteriose tra cui – nonostante esplicita richiesta da parte nostra durante l’intervista – l’autore dell’intimazione a “ripristinare lo stato dei luoghi”.

Tra tanti misteri una cosa, per fortuna, appare chiara: ha vinto la burocrazia. Ci domandiamo perché mai un cittadino che, a proprie spese I ragazzi della IV classe dell'Istituto Tecnico Agrario di Caltanissetta (4)desidera abbellire un’aiuola, debba sobbarcarsi anche l’onere del progetto e della relazione quando ci sono decine di tecnici comunali in grado di farlo.

Ci domandiamo anche, ci sia consentito, se questo atteggiamento e questo rifarsi pedissequamente alle forme, serva a incoraggiare i cittadini e non a demotivarli. Invece di creare una “strada in discesa” per  il cittadino che vuole spendere del denaro per la città senza nulla chiedere in cambio e collaborando con lui più che sia possibile, si fa leva sulla forma e sulla burocrazia.

Adesso che il nostro concittadino Alfonso Gucciardo, che ha ottenuto la solidarietà indiscussa di tutta la città, ha deciso di rinunciare al suo progetto, rimarrà a tutti un po’ di amaro in bocca, rimarrà la delusione di tutti coloro (tantissimi) che già vedevano sotto una nuova luce il monumento all’illustre scultore nisseno. Torneremo a vedere ricrescere le erbacce e lasceremo finalmente tutta la libertà possibile ai nostri amici a quattro zampe.

Desideriamo concludere con lo stralcio di un post pubblicato, sul più diffuso Social network, dal prof. Leopoldo Lomaglio dell’Istituto Agrario, in cui manifesta l’amarezza sua personale e degli studenti che hanno partecipato all’operazione.

Come non comprendere che il messaggio che si dà a questi adolescenti è che la burocrazia è più forte del senso civico da essi dimostrato con i fatti? Che doveva essere l’amministrazione a rendere possibile tale realizzazione facendosi carico almeno dell’assolvimento dell’iter burocratico? Avv. Gucciardo chi ha perduto realmente in questa vicenda è la volontà dei cittadini di spendersi per la collettività! E che nessuno venga più a blaterare sulla necessità della partecipazione dei cittadini al bene della cosa pubblica. Il mostro della burocrazia è molto più forte del buon senso. Grazie comunque per averci coinvolti”.

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