L’acqua torna potabile. Ma nessuna ordinanza avrebbe mai detto il contrario

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Il Sian dell’Asp2 di Caltanissetta ha comunicato ai sindaci dei comuni di Caltanissetta e San Cataldo, in base ai rapporti di prova del Laboratorio di sanità pubblica, relativi ai controlli analitici effettuati il 10 novembre 2015 sull’acqua destinata al consumo umano, l’assenza di torbidità anomala e i valori di manganese e microbiologici entro i limiti consentiti dalla legge.

Un ritorno alla “quasi” normalità, visto che lo stop dell’invaso dell’Ancipa di Troina, dove il potabilizzatore era andato in tilt intasato dal fango, ha provocato una diminuzione (per Caltanissetta) da 140 a 100 litri al secondo.

Siciliacque ha infatti comunicato ieri a Caltaqua ed ai sindaci dei comuni interessati che la torbidità dell’acqua sarebbe ritornata entro i limiti di norma poiché immessa dai due punti di prelievo Madonie Est e Madonie Ovest e per il comune di Caltanissetta anche dal Fanaco. La media Ntu, unità che misura il livello di torbidità, fenomeno conosciuto come flocculazione, si è attestata su 1,5, “entro i parametri stabiliti dall’Asp”, spiega Siciliacque.

“L’acqua adesso presenta i requisiti per essere destinata al consumo umano e, pertanto, non vi sono più i motivi per limitarne l’uso a scopo alimentare”, fa sapere il sindaco Giovanni Ruvolo in un comunicato stampa. Analogamente, su internet, ne ha dato notizia il sindaco di San Cataldo, Giampiero Modaffari.

Ma nei siti istituzionali dei comuni di Caltanissetta e San Cataldo non v’è traccia, però, di alcuna ordinanza con cui le autorità sanitarie locali, investite di esplicita richiesta dell’Asp2, avrebbero “dichiarato” la non potabilità dell’acqua per il consumo umano. Non vi è nessuna ordinanza nell’albo pretorio, né nella sezione “ordinanze” dei due portali istituzionali.

Come infatti adesso non c’è traccia di alcuna revoca dell’ordinanza.

Ne consegue che il divieto di utilizzo dell’acqua a fini potabili sarebbe avvenuto solo tramite comunicati stampa, social network, radio e tv, ma non attraverso un atto formale. L’ordinanza è lo strumento con cui il sindaco, autorità sanitaria locale del territorio amministrato, può dichiarare la non potabilità dell’acqua o analogamente interdire l’utilizzo per il consumo umano (consentendo gli usi igienico sanitari in assenza, va detto, di inquinamento microbiologico). E solo attraverso un’ordinanza l’autorità sanitaria locale può pretenderne l’adempimento: non solo da parte dei cittadini, per la tutela della propria salute, ma anche di tutti i soggetti che a vario titolo preparano pasti, alimenti, producono pane, siano essi bar, ristoranti o mense.

L’acqua, va ribadito, da venerdì scorso, 7 novembre, non è stata inquinata sotto il profilo batteriologico e microbiologico, ma è risultata torbida e con una presenza in eccesso di manganese.

 

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