Laboratorio Arte Danza. Nadia Mancuso, dopo l’incidente, ritorna sulla scena con un saggio strepitoso.

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Forse Nadia Mancuso, titolare della scuola Laboratorio Arte Danza, nel saggio andato in scena sabato 4 luglio al teatro Rosso di San Secondo, ha voluto rifarsi alla famosa frase del comico del passato Ettore Petrolini, quando in una sua commedia, nel ruolo di Nerone che si rivolgeva al popolo, dopo lo storico incendio, diceva: “Roma rinascerà più bella e più superba che pria…”.

Monica D'Angelo e Alessio Di Stefano - Lo Schiaccianoci
Monica D’Angelo e Alessio Di Stefano – Lo Schiaccianoci

Come molti sanno, qualche mese fa la maestra di danza ha subìto nei pressi di Marzamemi, un grave incidente automobilistico tale da fare temere  per la sua vita. Per fortuna, tutto si è risolto nel migliore dei modi e Nadia Mancuso ha potuto mettere in scena un saggio, forse il più bello della sua carriera, che ha gratificato oltre che lei stessa anche le ragazze del corso avanzato che l’hanno sostituita durante il suo ricovero in ospedale.
Le ragazze, le conosciamo una per una, sono tutte bravissime e sono state in grado di portare avanti sia la scuola sia il programma di Nadia,
Dorothy Cocca - Cenerentola
Dorothy Cocca – Cenerentola

già tracciato e predisposto. “Il lavoro era stato impostato prima – ci dice Nadia Mancuso – perché io non lascio niente per l’ultimo momento. Adesso siamo qui e andremo sotto i riflettori dove  ci sarà “qualcosa di bello”.
“Stasera – ci dice Natalia la sorella quasi gemella di Nadia – vedrete uno spettacolo veramente speciale, che ha una magia particolare perché è stato desiderato e soprattutto realizzato con tanto amore”. Ma prima che si aprisse il sipario, un annuncio da parte della maestra: ha voluto dire, con un tono di voce che non ammetteva repliche, quasi volesse gridarlo al mondo intero, che due sue allieve, Marika Piparo (13 anni) e Benedetta D’Aleo (8 anni) erano state selezionate e ammesse al periodo di prova, per la frequenza della Scuola del Teatro dell’Opera di Roma.
Marika Piparo e Benedetta D'Aleo
Marika Piparo e Benedetta D’Aleo

Certo, essere chiamati dal Teatro dell’Opera, quale che potrà essere il risultato finale, è già una cosa che fa sognare le ballerine e, forse, più di loro, i genitori. E non è cosa da poco neanche per la maestra. È un sogno ad occhi aperti, un sogno di quelli che tolgono il sonno. Già, ma chi può impedire a qualcuno di sognare? Intanto, il primo passo è fatto.
Andrea Riggi - Variazione da Carmen
Andrea Riggi – Variazione da Carmen

Ma torniamo al saggio. All’apertura del sipario, le ballerine del corso intermedio con quelle del corso avanzato erano già “in posizione” per danzare “Fiori e farfalle” una coreografia con la quale hanno voluto mostrare, già da subito, l’aria che tirava. E quando, poco alla volta, sono entrate anche le piccole e le piccolissime, con i loro scintillanti costumi, il palcoscenico si è trasformato in una fantasmagoria di colori mentre genitori, amici e parenti, applaudivano convinti.
Poi, come suole dirsi, hanno cominciato a “sfilare” le big della scuola con i loro assolo che, per la verità, non hanno stupìto perché era nell’aria quel qualcosa di speciale di cui parlava Natalia. Quelle big che, in assenza della loro maestra, hanno preso in mano le redini della scuola e l’hanno portata avanti.
No, non hanno stupito, hanno emozionato. Dobbiamo riconoscere che, oggi, le ballerine si mettono in gioco eseguendo delle variazioni da balletti  che hanno reso famose  danzatrici come Natalia Osipova, una delle più famose al mondo o come la palermitana Eleonora Abbagnato, étoile dell’Opera di Parigi, oggi direttrice del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma. Oppure ancora, come Carla Fracci che ha sicuramente scritto una bella pagina nella storia della danza classica e che molte ragazze ancora oggi assumono come modello.
Intervista alla maestra Nadia Mancuso

Ma torniamo alle nostre ballerine che non abbiamo dimenticato. Come potremmo mai? Sono brave, belle e sorridenti. Ma non è un sorriso “stampato” in viso, giusto perché debbono sorridere. È un sorriso elegante, accattivante, spontaneo e, per dirla in breve, che conquista.
Ci assale il sospetto che la prima cosa che si impara in quella scuola sia proprio sorridere. E vederle ballare sorridendo, o magari solo
Rito propiziatorio prima dello spettacolo
Rito propiziatorio prima dello spettacolo

poggiare i piedi sul palcoscenico con  la grazia e la leggerezza che sono sotto gli occhi di tutti, è un vero piacere. Per non parlare dell’eleganza con cui escono di scena alla fine di un assolo, quasi camminando su di un cuscino d’aria. Grazie, dunque, ragazze. Chi scrive sarebbe tentato di fare i nomi di tutte voi. Tutte? Si, tutte. Ma a che scopo? Ognuna di voi, con le proprie peculiarità, con il proprio temperamento, con il proprio carattere  ma anche con le proprie tendenze, è un caso a sé.  Siete come le perle vere, nessuna di voi è uguale ad un’altra . Anche se, com’è normale che sia, ci può esserne una che ti arriva proprio dentro e vederla danzare non suscita soltanto emozione ma ti fa sentire diverso, forse migliore.
E, alla maestra Nadia, per la quale abbiamo temuto il peggio e che con  pervicacia e determinazione, sapendo  di poter contare sulle “sue ragazze”,  non ha permesso che questo saggio saltasse, vogliamo ricordare che i batticuori, sia pure di altro genere, non sono finiti anzi,  cominciano proprio adesso. E non sono neanche lontani. Sono vicini, come Roma.
 
Nota della Redazione:
a tutti coloro che volessero scaricare una o più foto pubblicate nell’articolo e/o nella fotogallery seguente, per farne uso pubblico, ricordiamo di citare la fonte “Radio Cl1″                                                                              
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