La “vertenza Gela” riguarda tutti i 22 Comuni della provincia ed è un tema nazionale

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“La “vertenza Gela” è l’insieme di alcune fondamentali rivendicazioni che riguardano da vicino il presente della città e dell’intera provincia. Se qualcuno avesse avuto dubbi sicuramente gli stessi sono stati superati dalla certezza che in 12 giorni di protesta la vertenza Gela è alla ribalta nazionale, senza aver prodotto disordini né in città né altrove”. Ad affermarlo è il segretario provinciale della Cgil Caltanissetta, Ignazio Giudice che lancia un messaggio unitario rivolto alle popolazioni di tutta la provincia dal nord del Vallone a Gela.

“La forza delle parole, la gravità della situazione di degrado nella quale versa l’intero territorio sono allarmanti – afferma Giudice – . Sono queste, in sintesi, le ragioni che devono vedere i cittadini uniti, senza cadere nel tranello di chi vuol far polemica per distrarre l’opinione pubblica da gravi inefficienze della politica degli ultimi decenni. La vertenza è solo all’inizio, la strategia è vincente. Ciò è dimostrato dall’interesse anche della rete televisiva di Stato, lo stesso Stato dal quale dobbiamo esigere risposte concrete, investimenti da far vivere nel territorio”. Il riferimento è a un recente servizio andato in onda al Tg3 in cui attraverso le parole del segretario della Cgil vengono elencate tutte le opere incompiute e gli investimenti bloccati per decine di milioni di euro nel territorio gelese e in tutta la provincia nissena.

“Non possiamo rinunciare alla realizzazione del porto, all’autostrada Gela-Siracusa che doveva essere inaugurata nel 1973, ad una stazione ferroviaria nella quale transitino persone, al consolidamento di un’industria (Eni) anch’essa con la partecipazione di quello Stato che si è distratto per troppo tempo condannando il Sud all’abbandono, ai ponti che cadono, alle strade dei paesi del Vallone con in testa Mussomeli ridotte a letti di fango, alle frane la cui soluzione non può limitarsi a rimuovere i detriti che si riversano nella carreggiata (l’ultima 48 ore fa a Butera) ed ancora il rilancio delle nostre aree industriali, da Caltanissetta a scendere. Lo Stato, nelle sue articolazioni (Regione) cosa sta facendo per le nuove generazioni? Abbiamo anche il museo regionale chiuso da agosto come se fosse normale e invece è raccapricciante anche sotto il profilo culturale”.

“La vertenza va avanti – conclude Giudice – dodici giorni inaugurano una nuova stagione e certificano che la strategia della lotta eclatante arriva nei tavoli romani e lì deve stare fino a soluzione, così come vale per gli investimenti in agricoltura e in sanità. Mi appello al buon senso della politica, quella buona, affinchè si lavori senza produrre polemiche. Non servono a nulla se non a dimostrare errori di impostazioni e questo territorio, l’intera provincia è vittima di errori drammatici che hanno inciso negativamente”.

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