La stoccata dell’ex sindaco Ruvolo: “Colpa nostra l’aumento Tari? Pensavo fosse una fake news”

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Per la prima volta dopo la fine del suo mandato l’ex sindaco di Caltanissetta Giovanni Ruvolo decide di prendere la parola per replicare al sindaco Roberto Gambino in tema di aumento della tariffa Tari e dice: “Chiarisca alcuni costi attivati che non erano previsti nell’appalto settennale”. Ruvolo respinge le affermazioni di Gambino che in un’intervista aveva parlato di un aumento di costi per un milione e mezzo di euro con il bando settennale affidato alla Dusty dalla precedente amministrazione. “Pensavo fosse una fake news. Un sindaco che per sua scelta aumenta la tassa in modo consistente che dà la responasbilità a un sindaco che ha lottato ogni giorno per cinque anni per non aumentare le tasse”, afferma l’ex sindaco ponendo l’accento su quella che definisce “una battaglia di legalità sul fronte del servizio rifiuti condotta mettendo fine alle proroghe con due gare d’appalto (quella ponte e l’altra settennale, ndr.) che consegnano al sindaco Gambino un servizio strutturato con una società seria. Anche noi nel 2015 abbiamo dovuto aumentare la Tari mai non mi sono mai permesso di dare responsabilità ad altri. Ce la siamo assunta spiegando ai cittadini che si avviava una percorso virtuoso”.

L’ex primo cittadino entra nel merito della questione del paventato aumento della tariffa rifiuti. “I conti del servizio rifiuti sono in ordine e lo stesso sindaco Gambino ha ribadito più volte questo concetto e lo certifica anche con atti amministrativi. Il consuntivo 2018 e il bilancio previsionale 2019 che contiene, per 10 mesi su 12, il servizio della Dusty. Oggi smentisce se stesso ed è preoccupante. Forse questo aumento significa coprire costi che non si è saputo gestire nel 2019. La raccolta differenziata deve infatti raggiungere il 65 percento affinchè si mantenga l’equilibrio con i costi di raccolta e smaltimento. Ci sono poi alcuni costi da chiarire come l’isola ecologica automatica di via Malta che non era prevista nell’appalto e la distribuzione di migliaia di mastelli per le utenze domestiche anch’essi non previsti nell’appalto. Si tratta di costi che oggi, insieme alla difficoltà di raggiungere il 65 percento di differenziata, concorrono a determinare l’aumento scaricato sui cittadini”.

Insieme all’ex sindaco prende posizione l’assessore della sua giunta, Maria Grazia Riggi, che deteneva la delega al bilancio. “L’aumento è ingiustificabile e non documentato”, afferma. “L’aumento della Tari l’ultimo dell’anno credo sia un pretesto per coprire costi e situazioni forse d’incapacità a gestire un equilibrato rapporto con la Dusty. Questa almeno è la mia opinione – afferma la Riggi – Si parla di un aumento di 1,5 milioni rispetto al bando ponte. Ma è ovvio che doveva esserci un costo maggiore perchè il bando ponte prevedeva servizi limitati e peraltro con un obiettivo del 35 percento di differenziata. Con il nuovo bando la Dusty s’impegna entro febbraio 2020 a raggiungere il 65 percento. Sui giornali abbiamo letto di dati intorno al 40 percento; magari non sono dati aggiornati ma in ogni caso ci sono difficoltà a raggiungere l’obiettivo del 65 percento entro febbraio. Il sindaco deve invece giustificare i costi ingiustificabili dell’isola ecologica di via Malta e i mastelli distribuiti a tutti gli utenti delle zone B1 e B2 dove invece erano previsti i soli carrellati condominiali. Una scelta che ha poco senso”.

L’ex assessore non condivide neanche l’analisi del maggior costo di conferimento nella discarica di Timpazzo a Gela. “E’ strano che si faccia il paragone con la discarica di Lentini perchè noi fin quando eravamo in carica abbiamo conferito a Siculiana, la discarica con il maggior costo in assoluto. Quindi Timpazzo comporta una riduzione dei costi. Abbiamo lottato per mantenere la tassa più bassa possibile raggiungendo in pochi mesi il traguardo del 40 percento di differenziata quando si partiva dal 6. Le giustificazioni dell’aumento appaiono quindi senza riscontro. Speriamo che il sindaco dia spiegazioni concrete e documentate con le singole voci di aumento dei costi e quindi il motivo vero. Potremmo anche pensare che visto che domani si tiene l’assemblea dei soci Ato per l’approvazione di sei bilanci questo sia un anticipo del pagamento del debito. Attenzione, noi saremo molto vigili su questo argomento”.

L’ex sindaco Giovanni Ruvolo chiude con un invito all’amministrazione comunale. “Tra i capoluoghi siciliani Caltanissetta era quella con la Tari più bassa. Un successo non solo dell’amministrazione ma degli uffici e dei dirigenti complessivamente e soprattutto dai cittadini che hanno fatto le file per consegnare la raccolta differenziata avviando un cambiamento culturale. Aumentare la Tari significa mortificare questo impegno dei cittadini che si chiedono che senso abbia tutto questo. Credo che il sindaco debba indicare realmente le responsabilità che sono della Regione che non ha avviato un piano rifiuti vero e attraverso le deputazioni che il Movimento 5 Stelle ha, dovrebbe lavorare per creare un vero centro di compostaggio nel territorio e far diminuire i costi di conferimento dell’umido. Soprattutto credo che il sindaco Gambino debba rivedere questa decisione; con la collaborazione degli uffici può trovare una soluzione per evitare una stangata. Una batosta notevole per le famiglie, le aziende e le imprese che di tutto hanno bisogno fuorché dell’aumento delle tasse”.

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