La sindrome di Medea del Centrodestra. Campisi a Roma per il passo indietro

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Escluse le ipotesi più fantasiose, come quella dell’appoggio del centro destra, Forza Italia e Ncd, al candidato sindaco Michele Giarratana, i partiti del centrodestra fanno di tutto per “eliminare” i candidati in campo o quelli possibili, in assenza di soluzioni. Come la Medea della mitologia greca che mangiava i figli, Nuovo Centro Destra e Forza Italia rischiano di “mangiare”, bruciare”, i propri candidati in assenza di reali alternative. L’ ipotesi di tutto rispetto e politicamente verosimile di Giarratana è da escludere perché l’ex assessore, si candida proprio contro quei partiti che lo dovrebbero sostenere, tra cui i due partiti nati dall’ex Pdl di cui lo stesso leader di Caltanissetta Protagonista faceva parte, salvo poi uscirne abiurando il metodo dei dirigenti locali e contestando apertamente il deputato di riferimento Alessandro Pagano.

Viene adesso messa in forte dubbio anche la candidatura di Michele Campisi.

Il sindaco uscente e formalmente ancora ricandidato, sta rientrando da Roma in aereo dopo aver parlato ancora una volta direttamente con Alfano.

Secondo alcuni rumors avrebbe consegnato ad Alfano la decisione di abbandonare la corsa per primo cittadino. Ma lo avrebbe fatto insieme ad Alessandro Pagano, non alzando bandiera bianca, bensì chiedendo, in caso di passo indietro, di essere protagonista della scelta del candidato a succedergli a Palazzo del Carmine. Ecco che diventa difficile, se non impossibile, il sostegno a Giarratana, così come a un candidato “forzista”.Campisi-Miccichè-800x608

Non è un mistero che diversi simpatizzanti del Nuovo Centro Destra facessero il tifo per altre candidature. Una su tutte quella del consigliere uscente, l’avvocato Gianluca Nicosia. Quest’ultimo, inoltre, era ben gradito ad alcune componenti di Forza Italia. Ma una candidatura nuova, di un giovane, va costruita e non certo messa sul piatto a un mese e mezzo dalle elezioni. Lo stesso Nicosia, ne è consapevole e pare escludere l’ipotesi di un suo impegno diretto. Ma mai dire mai, soprattutto se a sostegno della sua candidatura convergesse anche l’Udc di Gianluca Miccichè. In quel caso i principali partiti dell’arco costituzionale, farebbero di Caltanissetta il laboratorio poltiico del prossimo voto nazionale con l’Italicum. Ovvero creare due forti poli di centro sinistra (Pd, centro democratico, Movimenti civici) e uno dei Centro Destra (Forza Italia, Udc e Ncd, con FI ridimensionata nei sondaggi e quindi meno indigesta ai centristi), per schiacciare verso l’esterno il Movimento 5 Stelle.

Tornando a Caltanissetta, l’attesa per la definitiva scelta di un’alleanza di area centrodestra, ha finito per sfiancare anche chi di ambizione ne aveva tanta, e con essa capacità organizzativa per una campagna elettorale. E’ il caso dell’avvocato Sergio Iacona. E’ tutt’ora un’ipotesi in campo. Anzi, qualora Campisi confermi il passo indietro, quella di Iacona diventa una delle più accreditate. Di certo a un mese e mezzo dal voto siamo ancora nel campo dei “se” e dei “ma”.

Intanto, quelli che in questa amministrazione erano i consiglieri del centrodestra, e quindi nel 2009 candidati a sostegno delle liste per Campisi, oggi migrano verso altri lidi. Gianluca Bruzzaniti, tanto per fare un nome, con il movimento Diversi insieme dell’ex assessore Longobardo, è ricandidato in Officina Politica nissena, per Gioacchino Lo Verme Sindaco. E altri sono candidati con Michele Giarratana, come Michelangelo Lovetere,

La sensazione tra i consiglieri del NCD è quella che con Campisi si rischia una campagna senza alleati, rendendo più difficile anche la battaglia per il consiglio comunale. Ecco il motivo del passo indietro. Ma è pur vero che tale passo indietro, al momento, avverrebbe al buio e senza neanche la certezza di trovare la sintesi su un nome che metta d’accordo Forza Italia e Nuovo Centro Destra, figuriamoci l’Udc.

Al di là delle ingegnerie politiche di cui sopra, l’Udc, invece, dovrebbe andare più naturalmente verso un’alleanza con il Partito Democratico, alla luce del rimpasto di giunta alla Regione che ha visto accontentati i desiderata del partito di D’Alia e di Gianluca Miccichè.

In tal senso, entro venerdì, data ultima posta dal Partito Democratico per prendere una decisione definitiva sia in casa propria che per gli alleati o possibili tali, l’Udc potrebbe verificare se effettivamente quelli su Ruvolo sono dei veri veti imposti dalla sua base sociale (mondo dei sindacati e soprattutto imprenditoria), oppure se qualcuno ha giocato a bluffare, riportando ipotetici veti di terze parti, che in realtà magari erano soltanto semplici dubbi.

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