La scuola pubblica è degli studenti

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Manifestazione Scuola 009Di Rocco Gumina

Sabato mattina a Caltanissetta si è svolta una manifestazione degli studenti delle scuole superiori per lanciare un messaggio chiaro all’intera cittadinanza e a chi governa attualmente il Paese circa il recente tentativo di cambiare il volto dell’istruzione pubblica. Come affermato più volte sia dagli studenti che dai docenti, il problema principale non è l’aumento dell’orario di cattedra per i prof. (attualmente accantonato e di per sé molto problematico), ma il tentativo di modificare la struttura gestionale degli istituti con conseguenze sulla rappresentatività, sulla didattica e sull’organizzazione della scuola. Incuriosito da tale manifestazione nissena, ho raggiunto il punto culminante del corteo degli studenti presso la centralissima piazza Garibaldi.

Così ho piacevolmente scoperto il desiderio, la voglia, l’istinto di molti giovani di dare vita ad una protesta-proposta per difendere quello che ritengono, e dovremmo farlo tutti, patrimonio dell’intera società per il presente e per il futuro: la scuola pubblica. Parlando con alcuni responsabili dell’evento, vengo a conoscenza direttamente dalle loro parole delle iniziative che in questi giorni si sono organizzate e sviluppate in ogni istituto: autogestione; occupazione; assemblea permanente ecc. Ma questi termini non sono vuoti di significato solo per dare l’opportunità di liberarsi di qualche giorno di scuola, tutt’altro! Al Liceo Classico “Ruggero Settimo”, ad esempio, gli studenti si sono divisi in vari comitati nei quali si sono date informazioni sulla legge di stabilità, sullo Statuto dell’istituto ecc.

Da alcune domande fatte ai giovani manifestanti, mi sono ulteriormente accorto della loro convinzione di essere ascoltati dagli adulti, dai responsabili locali, regionali e nazionali, perché hanno dato vita ad una protesta-proposta nella quale non c’è minimamente spazio per la violenza di ogni tipo, ma solo per la progettualità e la difesa di qualcosa che ritengono vitale per la loro esistenza: la scuola. Mi pare di aver capito, inoltre, che le loro iniziative sono quasi totalmente avvallate dai genitori i quali, proprio come i figli, ritengono patrimonio di tutti l’istituzione scolastica e per difendere essa si deve essere disposti a forme responsabili, civili e propositive di protesta. Dunque, credo che dalla città di Caltanissetta, periferica per molti aspetti della vita regionale e nazionale, sia venuto un bel segnale di come i cittadini, giovani o meno, siano interessati ad una tutela dei loro diritti. L’esempio della manifestazione nissena certamente sarà stato ripetuto in molte altre piazze d’Italia, probabilmente la maggior parte. Questo ci mostra come l’interesse alla politica significa preoccuparsi delle realtà concrete ed essenziali della nostra vita, come la scuola e come molti altri temi. La protesta aggressiva e fine a se stessa, l’indifferenza, la mancanza d’interesse sono i mali della rappresentatività politica dei nostri tempi: la lezione che ci viene da questi giovani, aiuti tutti a riflettere sul come rinnovare veramente la politica.

Rocco Gumina

Delegato Scuola e problematiche giovanili UDC Sicilia

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