La salvezza del pianeta in un pugno di ragazzi pieni di speranza

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Manifesti e striscioni degli studenti medi delle scuole superiori di I e II grado non hanno soltanto colorato il corteo nisseno per il secondo Fridays fo Future. Simboleggiavano la riflessione svolta dai ragazzi, le discussioni in classe per comprendere le ragioni per cui aderire alla manifestazione in difesa del pianeta Terra.

Niente di più educativo che confrontarsi e manifestare per un ideale concreto, un ossimoro in cui si riconosce l’orizzonte così vasto delle giovani generazioni, abili a controllare l’abisso di un’immensa rete e abbastanza consapevoli che le risorse non sono infinte così come la capacità del pianeta di smaltire gli effetti di smisurati consumi.

Circa 1 500 studenti hanno dato vita al corteo partito intorno alle 10 da piazza Falcone e Borsellino prima di snodarsi per viale della Regione, via Rosso di San Secondo, via Testasecca e corso Vittorio Emanuele per poi concludersi nell’isola pedonale di corso Umberto con dibattito e musica.

Hanno aderito alla manifestazione il circolo didattico Leonardo Sciascia, gli istituti comprensivi Martin Luther King, Don Milani, Vittorio Veneto, Lombardo Radice, Antonino Caponnetto insieme alle scuole superiori Iiss Mottura e Luigi Russo, liceo scientifico e classico, liceo Manzoni e l’Istituto scolastico Di Rocco. Tra le sigle presenti la Legambiente, WWF, LIPU, i giovani dell’Antenna Online LAO, Slow Food, LILT, Agesci, Sicilia Nostra, Canuzzi Compagni di Strada, i sindacati e la Rete Studenti Medi, l’ Arci, Coldiretti, Confcommercio, ACLI, Italia Nostra, Rete d’Imprese Strata a’ Foglia, Studenti Universitari.

Il corteo è partito dopo l’arrivo del sindaco, Roberto Gambino, affiancato da alcuni assessori della giunta. Presenti in piazza docenti e dirigenti scolastici che hanno accompagnato i ragazzi.

“Non è rinviabile la necessità di intervenire drasticamente sulle emissioni inquinanti e la produzione di sostanze non riciclabili – afferma il comitato organizzatore -. Un allarme che ha dato spunto alle proteste di Greta Thunberg, prima solitarie con la sua presenza ogni venerdì di fronte al Parlamento di Stoccolma per rivendicare interventi incisivi della classe politica, poi divenute internazionali con un movimento di protesta diffuso in molteplici paesi del mondo. La protesta di Greta Thunberg ha già dato alcuni frutti: dalla dichiarazione di emergenza climatica in alcuni paesi (la più recente in Irlanda), all’impegno preso dall’UE di accantonare somme per investimenti sulla ricerca ambientale e interventi a tutela dell’ambiente. Tutto ciò però non è sufficiente ad evitare l’aumento della temperatura del pianeta, per questo il movimento Fridays For Future non si è fermato ma continua nella sua protesta per il futuro”.

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