La "rete" umanitaria per dare aiuto e un volto ai profughi dell'accampamento di Pian del Lago 2.

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giovanna vaccaroUn incontro con gli Scout, nella sede dell’Agesci Castelli Nisseni del quartiere Angeli, programmato nell’ambito di un progetto di “Border Line Sicilia” in tema di migranti, diritti umani, asilo politico, per offrire un’analisi concreta di ciò che succede nell’accampamento profughi di Pian del Lago, dove “Border line” in queste settimane ha portato un aiuto umanitario.

giuseppe paruzzo caritasTutto nasce infatti dal lavoro iniziato due mesi fa a Caltanissetta da Giovanna Vaccaro, volontaria per i diritti umani di Border Line Sicilia che ha avviato un monitoraggio dei migranti profughi e richiedenti asilo che vivono negli accampamenti non ufficiali, delle condizioni all’interno del Cara e del Cie. Progetto che prevedeva anche l’avvio di una rete di solidarietà che non si limitasse al solo assistenzialismo. Un censimento delle presenze e delle reali condizioni in cui vivono queste persone principalmente di Pakistan, Afghanistan, loro malgrado costretti a dormire all’addiaccio nei giacigli di fortuna in parte ricavati nella struttura adiacente agli impianti sportivi.

Dal progetto è nato il rapporto di collaborazione con gli scout nisseni, con cui Border Line ha avviato la raccolta di indumenti e coperte per aiutare i migranti a fronteggiare il freddo che nelle notti di ottobre diventava già insostenibile. Dall’incontro di diverse realtà, quindi, è partito un lavoro più accurato in tema di migranti da parte degli Scout, che si sono così avvicinati a questo mondo, dando una voce e un viso a questi uomini-profughi che vivono a fianco dei nisseni ma di cui i nisseni nulla sanno. I ragazzi dell’Agesci, accompagnati da alcuni responsabili, tra gli altri Germano Longo e Mimmo Dissidomino, hanno partecipato all’incontro organizzato da Giovanna Vaccaro con i volontari dello “Sportello Immigrati”, per far conoscere meglio le procedure di legge che seguono le richieste di asilo, lo stato dell’arte  dell’informazione e della comunicazione sul tema e le strategie di aiuto. Con lo scopo di incentivare la rete di sostegno e in qualche modo implementarla, visto che alcuni soggetti da anni già operano a Caltanissetta come lo stesso Sportello Immigrati e il centro Madre Speranza di Padre Alessandro, insieme alla Caritas, che erano presenti all’incontro di lunedì sera.

“Negli accampamenti non ci sono donne e bambini. Sono 160 i migranti – spiega Giovanna Vaccaro – però il numero è in calo perché la Prefettura sta facendo inserimenti”, di richiedenti asilo in alcune strutture dopo aver avviato una manifestazione di interesse.

“Nel censimento di tre settimane fa erano circa 160, tutti uomini dai 19 ai 55 anni provenienti da Pakistan, Afghanistan e Bangladesh, nessun africano. A volte aspettano un mese solo per essere foto segnalati. La Prefettura ha siglato intese con diversi centri della provincia”, spiega Giovanna di Border Line Sicilia, auspicando così che il numero di profughi costretti a vivere nell’accampamento possa diminuire presto. Quelli come Pian del Lago, spiega alla platea, “sono posti segno della mancanza delle istituzioni. Bisogna chiedere a loro cosa vogliono, perché non possiamo pretendere che noi che viviamo case calde, con acqua e riscaldamento, possiamo sapere di cosa hanno bisogno loro. Quindi serve dare forma e sostanza a queste persone che non sono solo presenze”.

Zihaou, uno dei profughi di pian del lago, è presente all’incontro e testimonia quanto sia stato importante per loro ricevere segni di umanità, prima ancora che di solidarietà. Ha ringraziato per il lavoro fatto in queste due settimane e “perché adesso ci sono persone amiche da salutare. Che dio vi benedica”, ha detto.

E così la comunità nissena si muove. Sabato prossimo a San Pietro al catechismo, una delle animatrici, proporrà testimonianze di immigrati ai bambini. Lei infatti è la mamma di uno dei ragazzi scout che in queste settimane ha partecipato alle attività per i migranti e alla raccolta indumenti. L’esperienza ha segnato positivamente anche lei.

L’Agesci chiede di valorizzare la rete che sta nascendo e mantenerla nel tempo. Padre Alessandro interviene per puntualizzare che una rete che opera con e per i migranti esiste da anni, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “prete che si occupa solo di immigrati”. Interviene Padre Bonasera, responsabile ufficio immigrati della Diocesi che porta le sue esperienze a Serradifalco e la Caritas con il condirettore Giuseppe Paruzzo. Dopo le relazioni, sostanzialmente di autoformazione, nasce anche la discussione, a tratti accesa. E’ il segno che l’argomento sta a cuore a tanti e che forse una rete è possibile?

Più tecnica, la relazione dell’avvocato Giovanni Annaloro. Spiega ai presenti come opera e come è composta la commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato politico e le modalità con cui vengono effettuate le “interviste” che non dovrebbero diventare mai interrogatori.

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