La Regione ha assunto tredici testimoni di giustizia. "Così continua il percorso avviato da Falcone"

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La Regione Siciliana ha assunto 13 testimoni di giustizia. Si tratta dell’unico caso in Italia, e stamani a Palazzo d’Orleans di Palermo, sede della presidenza della Regione Siciliana, è avvenuta la firma dei contratti di lavoro.
30687Altri 35 testimoni di giustizia saranno assunti nei prossimi mesi, in coincidenza con l’anniversario della strage di Capaci. L’assunzione dei testimoni di giustizia da parte dell’amministrazione regionale è stata possibile grazie alla legge regionale approvata dall’Ars lo scorso anno e prevede una spesa di circa 700mila euro.
“La Sicilia è la sola regione in Italia e in Europa ad avere una legge sui testimoni di giustizia. Faccio un appello allo Stato e alle altre regioni perchè seguano il nostro esempio”.
Alcuni testimoni di giustizia lavoreranno in Sicilia, tornando sull’isola dopo essere stati costretti ad allontanarsene, altri invece resteranno nei luoghi dove risiedono, impiegati in amministrazioni diverse dalla Regione, ma pagati dalla Sicilia.
Insieme a Crocetta, stamani, si sono presentati in conferenza stampa due testimoni di giustizia col volto coperto da passamontagna. Con loro anche il responsabile dell’associazione nazionale dei testimoni di giustizia Ignazio Cutrò, il quale ha osservato come la firma su questi contratti “sia la firma per attestare la propria libertà”.
Tra i tredici testimoni di giustizia c’è anche Piera Aiello, cognata di Rita Atria, la giovande che si dissociò dalla sua famiglia mafiosa e si suicidò dopo la strage di via D’Amelio. “Aono stanca di vivere da latitante, voglio tornare nella mia terra”, ha detto.
“Con questa legge – ha detto l’altro testimone presente – si cancella un’ingiustizia. I testimoni di giustizia dal 1991 sono stati appena 180. Oggi il percorso avviato da Giovanni Falcone con il programma di protezione continua con la firma di questi contratti. Siamo persone oneste, che oggi possono raccontare una storia diversa. Finalmente possiamo tornare ‘idealmente’ a casa nostra.
Foto in copertina ANSA –

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