La protesta del sindaco Ruvolo: “La Rai deve rappresentare la verità, racconti anche l’altra faccia della città”

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Dopo aver visto il servizio su Tv7, il sindaco di Caltanissetta, Giovanni Ruvolo ha scritto al direttore di Rai 1 per esprimere la disapprovazione su come è stata presentata la Città di Caltanissetta ed i nostri giovani. Una lettera che il primo cittadino ha postato anche su facebook e che di seguito vi riportiamo.

“Gentile Direttore,

dopo aver visto il rotocalco televisivo TV7 di venerdì 9 dicembre, prodotto dal TG1 della RAI, non posso che manifestare forte indignazione per come è stata rappresentata la mia Città a livello nazionale, ma soprattutto per come sono stati presentati i nostri giovani.

Non posso certo nascondere le difficoltà che stiamo attraversando, a causa di una crisi che dura da troppo tempo che vede le Città del Centro Sicilia ancora dimenticate nella programmazione di progetti di sviluppo sganciati da logiche assistenzialistiche e clientelari che hanno di fatto bloccato le opportunità di sviluppo e crescita negli anni passati.

Il servizio ha voluto rappresentare tutta la Città attraverso la descrizione della parte più degradata di uno dei quattro quartieri del centro storico, Provvidenza, che è stato implicitamente presentato come rappresentativo di tutta la Città, mentre così non è.

Il quartiere Provvidenza si è spopolato nei decenni trascorsi anche per effetto di lontane scelte urbanistiche che favorirono una forte espansione edilizia della Città verso nuove periferie. Da qualche tempo siamo impegnati (Comune, esercenti, associazioni di categoria, gruppi culturali, movimenti giovanili) per la riqualificazione di tutto il centro storico e il recupero della storia e l’ identità cittadina. Il servizio televisivo ha ignorato tutto questo, rappresentando una città di ruderi, di anziani con la coppola, di giovani irrimediabilmente condannati alla disoccupazione e alla disperazione.

A chi gli diceva “è tutto inutile, tanto non cambia niente”, don Puglisi – il prete palermitano ucciso dai mafiosi nel 1993, nel giorno del suo compleanno, e tre anni fa proclamato beato da Papa Francesco – rispondeva: “Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto”. Qui molti stiamo cercando di fare qualcosa: la scuola, con un grande numero di insegnanti straordinariamente bravi per preparazione, passione, capacità di coinvolgere gli studenti; e i giovani, moltissimi dei quali non vogliono rassegnarsi e – a scuola e fuori dalla scuola – si impegnano per combattere inerzia, arretratezza culturale, rassegnazione; e tanti cittadini che, con impegno quotidiano e magari senza fare rumore, onorano le proprie responsabilità di lavoro e di cittadinanza affinché questa Città e i suoi abitanti abbiano un futuro migliore; e l’Istituzione comunale – Amministrazione e Consiglio – che pur con pochissime risorse finanziarie, e pur con umani errori, è impegnata fortemente nella crescita della partecipazione dei cittadini e del loro coinvolgimento anche nella vita pubblica.

La Rai gestisce un servizio pubblico che deve sforzarsi a raccontare la verità, e nel caso della mia Città, essa è rappresentata da tante problematiche ma anche da germogli di speranza che spero, in questa lettera, di essere riuscito a raccontare. Con il servizio trasmesso, è stato drammaticamente minato il lavoro di questi ultimi anni, demotivando coloro, e sono tanti, che sono impegnati in questo processo di crescita. Con questa mia intendo rappresentare la delusione di tantissimi concittadini, tra i quali anche alcuni di quelli intervistati che non si sono riconosciuti nella descrizione fatta e che lamentano che il montaggio del servizio mortifichi anche loro.

Per questo chiedo che si possa raccontare anche l’altra faccia della Città, quella che sta costruendo il riscatto, e per questo La invito personalmente a visitare la mia città per presentarLe gli aspetti positivi affinchè si possa raccontare di Caltanissetta, Città del Centro Sicilia, che insieme ad una rete di altre Città sta guardando al futuro puntando sulla propria identità e sulla risorsa importante e necessaria che sono i nostri giovani.

Insieme, come diceva il Beato Puglisi, si può fare molto.

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