La Procura non smentisce la società civile, ma censura il registro tumori

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Con l’operazione della Procura nissena e l’ordinanza del GIP che ha sequestrato in via preventiva le tre miniere dismesse di “Bosco” e Palo, (1 e 2), i magistrati nisseni, coadiuvati dal Noe dei Carabinieri e dalla Compagnia nissena dell’Arma, hanno smentito la validità scientifica dei dati epidemiologici del Registro Tumori tenuto dall’Asp di Ragusa, quale capofila del progetto anche su Caltanissetta.

9“Non hanno validità scientifica”, hanno spiegato il procuratore Sergio Lari e l’Aggiunto, Gozzo in conferenza stampa, a significare che la Procura, diligentemente e fino in fondo, ha battuto tutte le strade possibili, verificato tutte le segnalazioni e le denunce della comunità.

Per avere evidenza scientifica, quei dati dovevano indicare l’età in cui un soggetto ha contratto la neoplasia, l’evoluzione epidemiologica in relazione a territori, stili di vita, materiali e ambienti con cui è stato a contatto. Dati che il consulente della Procura non ha rinvenuto nel monitoraggio del Registro Tumori che aveva segnalato un anomalo aumento di neoplasie nel Vallone, nel triangolo san Cataldo-Serradfialco-Mussomeli.

Ma di certo la Procura non smentisce la società civile e il suo grido d’allarme. Le denunce fatte dai cittadini coraggiosi come Totò Alaimo, e con lui da tanti cittadini e anche da giornalisti come Saul Caia, sono frutto di esperienza empirica, di segnalazioni e diretta conoscenza di tanti casi di neoplasie.

Semmai, per queste comunità, il danno è doppio. Non solo i dati del Registro tumori non sono utili scientificamente a stabilire se vi siano anomalie nell’epidemiologia, ma si dovrà ricominciare da zero un lavoro per stabilire la verità.

Perchè come ha riferito il Procuratore Sergio Lari, il Gip ha riconosciuto che la comunità residente ha subito un vulnus, e che l’operazione di ieri ha una forte valenza proprio per la tutela della salute, iscritta in Costituzione.

Non a caso la Magistratura ordina alla Regione siciliana un calendario di interventi e bonifiche, che prevede nell’immediato, entro sei mesi, la bonifica dell’amianto e di altri materiali. Migliaia di tonnellate di coperture in amianto ormai sfaldate, perchè “l’eternit non è eterno e le fibrille hanno iniziato a disperdersi nell’aria”.

Per ultimo il Gip ordina che entro quattro anni si arrivi alla completa bonifica dell’area, possibilmente da usare come riserva.

 

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