Povertà, non più emergenza ma realtà consolidata. Social card, alleanze territoriali e strategie di contrasto

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Un’Alleanza contro la povertà quale presupposto per una nuova strategia che possa fronteggiare quella che non è più un’emergenza ma una realtà consolidata in Italia e ancor di più nel nostro territorio.

IMG_3266Il boom di oltre 1.500 richieste per accedere alla social card, misura presentata oggi al convegno “Contro la povertà” organizzato dal Distretto socio sanitario D8 di Caltanissetta, dà in parte la misura della situazione nissena. Del capoluogo e dei comuni che del distretto fanno parte: Riesi, Sommatino, Resuttano, Delia, Santa Caterina.

A Caltanissetta ci sono oltre 8 mila disoccupati, 700 nuclei familiari senza casa e oltre duemila famiglie con un reddito sotto i seimila euro. E la Social Card, una carta pre-caricata con somme che variano dalle 150 euro alle 600 in base al carico familiare, non nasce certo per sostenere questo peso. Ma è un progetto pilota attorno al quale il comune di Caltanissetta, con l’assessore Piero Cavaleri e il dirigente Giuseppe Intilla, con i comuni del Distretto, intendono far ruotare una serie di altri servizi per l’inclusione attiva, per la cittadinanza, a breve anche con la previsione di controprestazioni da parte dei beneficiari.

L’investimento della social card ad oggi “vale” 500 mila euro per tre anni e sono 342 le card distribuite. A fornire le carte è stata Caltaqua, partner del progetto, che ha così consentito di reinvestire a favore dei beneficiari altri 50 mila euro che sarebbero servizi a reperirle, trattandosi di vere e proprie carte di credito, la cui gestione è affidata alla piattaforma della società Welfare Company.IMG_3272

A intervenire stamane, alla casa delle culture e del volontariato, anche l’assessore regionale alle politiche sociali e al lavoro, Gianluca Miccichè, Rosa Pilato assessore del comune di Riesi, Emanuele Cipriani e Marcella Sala di Welfare Company, Antonio Gavira Sanchez di Caltaqua, Mariella Ippolito di Federfarma, Saverino Richiusa dell’assessorato regionale politiche sociali e Giada Ambra del gruppo Piano DSS n.8 ed Edoardo Barbarossa presidente della Fondazione Ebbene.

All’assessore Cavaleri chiediamo il motivo di un titolo così secco: contro la povertà.

“Abbiamo scelto questo titolo secco perchè la povertà è un’emergenza sociale reale che ci tocca da vicino. L’Istat ha comunicato dati allarmanti, il 20% delle famiglie vive in povertà. Dato che in Sicilia e in città diventa ancora più allarmante perchè possiamo presumere che sia almeno il doppio. Come comunità dobbiamo attrezzarci per dare risposte. Per questo oggi partecipano specialisti in materia di politiche sociali ed in questa occasione, come distretto 8, presentiamo la social card. Non è solo lo strumento per caricare dei soldi, ma permettere anche un sistema di solidarietà. Chi possiede la carta avrà nel tempo diritto a una serie di prestazioni ambulatoriali, farmaceutiche o a titolo gratuito o con forti riduzioni. Attorno alla carta si creerà un circuito di solidarietà”.
IMG_3267Per l’assessore regionale Gianluca Miccichè quello di oggi “E’ un momento per fare il punto della situazione nel distretto dove le cose iniziano a funzionare. Oggi con la collaborazione degli uffici della Regione e con gli uffici nisseni, con una nuova dirigenza, stiamo recuperando il tempo perso, somme non spese che si stanno impegnando e gare non bandite che adesso partono”.

“Oggi presentiamo un progetto che noi pensiamo possa diventare di patrimonio per tutta la Sicilia. La social card si sta sperimentando anche a livello nazionale. Il Ministero presenterà un progetto con un bel pacchetto di risorse. Quindi Caltanissetta diventa un modello per la Sicilia. Una buona prassi che ogni tanto parte dal nostro territorio diventerà regola per il resto della Sicilia”, conclude l’assessore Miccichè.

Per il dirigente del settore Solidarietà sociale, Giuseppe Intilla, “L’esigenza è quella di avviare un dialogo con vari attori del territorio, non soltanto quelli che tradizionalmente si occupano di politiche sociali come Comune, Asp, scuole e terzo settore. Ma coinvolgere anche altri attori come le imprese private, le utilities, come Caltaqua nel caso della social card, per costruire un’alleanza contro la povertà. I dati Istat ci dicono che la povertà assoluta, che riguarda una fascia di popolazione che ha un accesso negato ai servizi primari, si è ormai stabilizzata. Così come il tema dell’inadeguatezza del welfare pubblico è un dato su cui riflettere per una strategia d’intervento”.

La social card che si concretizza in una carta con risorse economiche verso beneficiari selezionati con avviso pubblico, nasce come sostegno al reddito a persone in grave disagio socio economico.

“Il senso di questa giornata è di presentare questo progetto come strategia che si sta costruendo. In linea con le ultime tendenze delle politiche nazionali. C’è un disegno di legge in discussione, di contrasto alla povertà e di riordino delle prestazioni sociali. C’è un Pon che con il sostegno all’inclusione sociale ha investito ingenti risorse per contrastare la povertà e che saranno destinate ai distretti sociali come il nostro, che prevede modalità che noi stiamo sperimentando con la social card”, afferma Intilla.

In tal senso il funzionario della Regione, Saverino Richiusa, ha dato alcuni dati. Nel 2016 per l’inclusione attiva sono stati stanziati 760 milioni che diventeranno 1 miliardo nel 2017 a livello nazionale. Con il Pon 2014-2020 per l’inclusione attiva si investiranno 280 milioni di euro soltanto in Sicilia che andranno ai distretti socio-sanitari.

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