La parrocchia Santa Croce inaugura la mensa per i poveri. Presto anche un dormitorio

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Domenica 11 marzo è stata inaugurata presso l’ex scuola primaria “Vittorio Veneto” la mensa dei poveri che sarà gestita dalla parrocchia di Santa Croce. A breve sarà allestito anche un dormitorio che accoglierà chi si trova in una situazione temporanea di emergenza abitativa.

La parrocchia guidata da don Pietro Riggi da diversi anni è diventata un punto di riferimento per l’intero quartiere, ma soprattutto per le famiglie in difficoltà. Questa ultima iniziativa, la predisposizione di un locale idoneo alla offerta dei pasti ai più poveri, è stata condivisa e realizzata in sinergia con il Comune che ha messo a disposizione dei volontari di Santa Croce innanzitutto i locali della scuola, poi anche la somma di 12.000 euro e il  materiale necessario alla realizzazione del dormitorio.

Siamo veramente soddisfatti di aver dato il nostro contributo, in termini economici e organizzativi,  a questa importante iniziativa di don Pietro che ha visto lavorare insieme la parrocchia, il Comitato di  quartiere Santa Croce e l’amministrazione per realizzare la mensa dei poveri.

Non è la prima volta che la giunta Ruvolo si fa carico di iniziative di solidarietà e di interventi economici a favore delle fasce deboli della città e dei meno abbienti perché  il principio di  sussidiarietà è uno dei punti cardine del progetto di governo condiviso dalla Alleanza per la città. Non a caso questa amministrazione destina,annualmente, per le fasce deboli ben 15 milioni di  euro dei suoi fondi per una serie di progetti di assistenza (disabili, anziani, minori, asili nido, ecc…)

Al di là degli interventi programmati e strutturati di sostegno e aiuto alle fasce deboli, iniziative come quella appena portata a termine nel quartiere Santa Croce, sono particolarmente efficaci e meritorie perché vedono lavorare per obiettivi comuni parroci, amministratori e volontari dei comitati di quartieri. Possiamo a ben ragione dire che la partecipazione, il sistema di rete e di corresponsabilità sono stati, e sono, vincenti.

I parroci come don Pietro e diversi altri parroci della città, in particolare del centro storico, sono espressione della Chiesa di frontiera, di quella Chiesa che sa sporcarsi le mani per essere testimonianza fedele e autentica di Cristo. A questa Chiesa militante, lontana da ogni logica di potere ed estranea a fumosi intellettualismi dottrinari, va la nostra piena collaborazione e vicinanza.

Assessori Carlo Campione e Graziella Riggi

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