La mensa dell’ospedale depredata, due arresti e 36 indagati a Gela. Oltre 500 furti in due mesi

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Alcuni dipendenti della ditta incaricata della sanificazione e del supporto alle cucine all’interno dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela, con la complicità di parte del personale ospedaliero, si erano resi responsabili di costanti episodi di sottrazioni di prodotti alimentari e materiale di vario genere, ai danni della struttura sanitaria trasformando l’ospedale in un vero e proprio “supermarket” dove poter approvvigionarsi gratuitamente.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela, il 5 aprile ha comunicato ai 36 indagati nell’inchiesta denominata “Magna Magna” la conclusione delle indagini preliminari con avviso ex art. 415 bis c.p.p..

Gli episodi contestati sono stati accertati dai carabinieri attraverso telecamere collocate all’interno della cucina e nelle vicinanze, grazie alle quali sono state immortalate oltre 500 sottrazioni in poco più di 2 mesi. Gli indagati in maniera sistematica trasportavano all’esterno della cucina dell’ospedale prodotti nascosti all’interno di sacchi di plastica di colore nero, facendoli così passare per rifiuti, al fine di poter rubare indisturbatamente. Fra i soggetti coinvolti nei furti, oltre ai dipendenti della ditta, ai loro familiari, ai cuochi e alcuni operatori sanitari, vi è anche il cappellano dell’ospedale.

Nell’ambito dell’indagine, i Carabinieri di Gela, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno arrestato in flagranza di reato due impiegati della ditta, rinvenendo nelle loro auto e nelle loro abitazioni una enorme quantità di alimenti e merce sottratta all’ospedale.

Inoltre, alcuni degli indagati venivano colti ad orinare nei locali adibiti a cucina dell’ospedale, tra le griglie per canalette di raccolta acqua, nascondendosi all’interno di un frigo per la conservazione di frutta e verdura. Tali condotte ponevano altresì in evidenza la scarsa igiene con la quale venivano manipolati gli alimenti e i prodotti presenti nella cucina.

In ultimo sono emerse vere e proprie azioni vandaliche al fine di asportare i prodotti alimentari contenuti all’interno dei distributori collocati nei reparti del nosocomio.

Nel breve periodo oggetto d’indagine il danno alla spesa pubblica è stato quantificato in poco più di 24 mila euro in due mesi.

Le indagini sono state eseguite dal Nucleo Operativo del Reparto Territoriale di Gela.

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