La linfa vitale di un dialogo. Claudio Sardo all’incontro con l’Assostampa: “Le idee garantiscono una riserva critica sulla realtà”

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Si è tenuto venerdì pomeriggio nell’aula consiliare del Comune di Caltanissetta l’incontro formativo organizzato dall’Assostampa con il giornalista e saggista Claudio Sardo, ex direttore dell’Unità e oggi all’ufficio studi e ricerche del Quirinale.

IMG_2654E’ stato intervistato dalla professoressa, giornalista e saggista Fiorella Falci sul libro “L’Anima della sinistra”, un volume contenente le lettere tra Monsignor Luigi Bettazzi, Vescovo di Ivrea e il segretario del partito comunista italiano, Enrico Berlinguer, con tre saggi dello stesso Sardo, che ha curato anche l’introduzione, e dei filosofi Domenico Rosati e Giuseppe Vacca.

Ad aprire i lavori il segretario dell’Assostampa di Caltanissetta, Alessandro Anzalone, preceduto da un saluto della presidente del consiglio comunale, Leyla Montagnino.

Un carteggio, quello tra Monsignor Bettazzi e Berlinguer, che al tempo creò dibattito, speranze e aspirazioni nella società italiana ma anche disorientamento: il disgelo, in tempo di blocchi contrapposti, tra ilIMG_2653 mondo cattolico e la sinistra, coniugato con il linguaggio e la sensibilità di un nuovo umanesimo che, nel caso italiano, accomunava i tratti di entrambe le culture. Un dialogo a distanza tra un Vescovo e il leader del PCI che elevava a dibattito pubblico una contaminazione tra cattolici e Sinistra, già in atto nella società civile.

L’incontro di venerdì è stato anche occasione di dibattito e analisi sui temi della comunicazione. A partire dal mestiere del giornalista e dalla funzione delle notizie. “Nessuno può rassegnarsi a fare il giornalista senza metterci del suo”, ha detto Claudio Sardo, riferendosi alla sempre maggiore omologazione delle fonti.

“Questo libro – spiega l’autore a Radio CL1 – nasce alla fine del trentesimo anno dalla morte di Berlinguer, un evento di grande riflessione collettiva. Perchè ci sembrava che il dialogo con il mondo cattolico e la ricerca di un rapporto tra il Partito e le nuove soggettività nella società fosse stato un po’ trascurato. Il carteggio rappresenta IMG_2656l’emblema e il culmine di questo lungo dialogo, molto originale nella storia del Paese, tra una Sinistra molto strana, con una egemonia comunista come non avveniva negli altri paesi occidentali, e un cattolicesimo politico anch’esso molto originale”.

Le vicende storiche appartengono alla storia, “però – sottolinea l’autore – bisognerebbe conoscerle, perchè la storia è un pezzo del nostro futuro e conoscere le radici dà sempre molto, fa scoprire molte cose e ci fa sorprendere di meno delle evoluzioni del presente”.

“Ci sono radici ancora con una linfa, che sono molteplici e riguardano i tratti umanistici del centrosinistra italiano, del cattolicesimo politico e della sinistra, che in questi tempi sarebbe bene riscoprire. La politica non è solo il presente, ma ha a che fare con le passioni di fondo e senza di queste si inaridisce e diventa più facile che il mondo giri attorno alla zona grigia. Le idee mantengono una riserva critica sulla realtà, sono uno stimolo”.IMG_2640

Un dibattito, quello di venerdì, che ha toccato tanti temi della storia italiana e dell’attualità politica.

Una realtà oggi molto diversa, in cui il potere è sempre più lontano dalle istituzioni e dalla politica, spesso chiamata ad amministrare ma non a decidere.

Una politica ed un sistema in cui la comunicazione non è più sovrastruttura, “ma uno dei motori della società”.

“Nessuno può rassegnarsi a fare il giornalista senza metterci del suo. Ma non sempre le condizioni industriali rendono possibile farlo. C’è una spinta all’omologazione delle fonti. Ma non possiamo rassegnarci ad una condizione di inferiorità”.

“Il cambiamento del linguaggio è strutturale – spiega Sardo – perché la comunicazione non è più sovrastruttura ma uno dei IMG_2649motori della società. Riguarda il mondo dell’economia, la finanza. La comunicazione è il motore di quella che chiamano la quarta rivoluzione industriale”. In una fase storica che in Italia in tanti considerano caratterizzata dal bipolarismo. “Ma negli ultimi vent’anni, l’elemento inedito è stata la costante crescita delle disuguaglianze”.

In una politica degli effetti speciali, figure come Moro ( che sottende al dialogo tra mondo cattolico e sinistra italiana) e Berlinguer forse sarebbero oggi perdenti.

Ma quel dialogo e il loro pensiero mantengono una linfa su questioni che interrogano la politica di oggi, come la riconquista di una dimensione popolare e l’esigenza di autenticità.

IMG_2642“Il voto a sinistra è spostato verso i ceti alti della società. I ceti popolari non votano a sinistra. Per i cattolici, invece, dopo le stagioni del Concilio, oggi c’è un Papa che pone domande radicali, ma mi domando se ci sono politici che lo ascoltano. Tanta radicalità presuppone una risposta nella responsabilità dei laici. Una risposta politica che sia all’altezza e che non sia legata alla sola lettura del Vangelo ma anche a cogliere un dato storico. E che la crisi dell’occidente non travolga il messaggio cristiano. La radicalità del Papa ha un forte messaggio storico. I cattolici in politica sembrano balbuzienti. Cattolici moderati che non hanno un messaggio e una sinistra chic. E’ il contrario di ciò che questo libro racconta”.

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