La lettera di Peppe Iacono per l’amico Totò Faraci

1894

Lettera di Peppe Iacono per Totò Faraci.

“La prematura scomparsa di Totò Faraci lascia un grande vuoto nei cuori di tutti gli sportivi e dei tantissimi che lo hanno conosciuto ed apprezzato. Lo ricorderemo a lungo e a lungo lo rimpiangeremo. Anche a me, che gli sono stato amico e che ho vissuto con lui tantissimi ed intensi momenti, risulta difficile trovare le parole giuste per ricordarlo adeguatamente. Atleta di buon livello, un fenicottero dalle gambe lunghissime e dal salto esplosivo, ha continuato la sua esperienza nella pallavolo divenendo un ottimo allenatore con la Kanguro, di cui è stato socio fondatore assieme ad altri amici, e con la quale ha raggiunto traguardi impensabili all’inizio dell’avventura (siamo nel 1984). In pochi anni riesce, con un’entusiasmante rincorsa coronata da mille successi, a raggiungere la serie B con una squadra essenzialmente composta da atlete nissene cresciute nel vivaio della società. Alleva centinaia e centinaia di piccole atlete ed è per loro un maestro severo ma giusto. Le aiuta a crescere seguendole anche nelle attività scolastiche ed è particolarmente attento nel trasferire loro l’amore per lo sport unito al rispetto per le regole. Quando decide di fondare una società tutta sua per dare una nuova spinta alla sua vita sportiva, lo fa con la solita grande passione e con stile immutato. Ha fatto diventare grandi due generazioni di atlete, alcune di ottimo livello altre meno, ma tutte consapevoli di avere avuto la possibilità di imparare tante cose da un maestro come Totò. Ovviamente non sarà ricordato solo per il suo grande amore per lo sport. Appassionato di musica, è stato egli stesso musicista e cantautore. Anche a Caltanissetta ha successo, vista la vittoria conseguita nel festival cittadino sia come cantante sia come autore. Non dimenticheremo le serate passate in allegria, con la sua chitarra e la sua grande ironia. Unici i suoi personaggi caricaturali, espressione di una sana e divertente satira tutta nissena, che tanto hanno fatto ridere prima noi e poi i nostri figli. Non dimenticheremo la sua simpatia e la capacità di relazionarsi con tutti con una semplicità ed una sensibilità fuori dal comune. Ai suoi familiari, la mamma, i fratelli Aldo e Lorenzo e le sorelle Lucia e Francesca, alle ragazze della sua “Accademia Olimpica”, a tutti quelli che adesso piangono per lui, va un grande abbraccio ed un invito a tenere dentro il cuore la certezza di essere stati fortunati ad avere amato e stimato uno come Totò”.

Giuseppe Iacono

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