La lega nazionale dilettanti certifica che il Tomaselli non può ospitare le partite. Il presidente della Nissa: “Torneremo quando il campo sarà degno”

Da sempre il mio amore per Caltanissetta mi ha visto presente in tanti ambiti: spettacolo, associazionismo, politica e da alcuni anni anche nel calcio. In ogni mia iniziativa ho sempre messo cuore, passione, ottimismo e tantissimo impegno.
Sempre ferma la mia volontà di mettermi al servizio degli altri, della mia gente, della mia terra. E chi mi conosce bene, sa che mai un secondo fine ha invaso i miei pensieri.
Purtroppo, negli ultimi giorni, una amara realtà mi costringe a continuare altrove ciò che, insieme a tutti i dirigenti della Nissa, avrei voluto realizzare nella città in cui sono nato: far risorgere e riportare la Nissa dove la sua storia ed il suo blasone meritano.
Non risparmiando tempo, energie, risorse e sacrifici, ho lavorato, insieme ad un gruppo dirigenziale eccezionale e preparato, per dare alla nostra squadra una organizzazione ed una struttura pronta, già da questa stagione calcistica, alla serie superiore.
Abbiamo una sede sociale, un convitto che abbiamo chiamato “Casa Nissa”, un ufficio marketing, uno staff di alto livello. Abbiamo associato il progetto sportivo anche a quello formativo, portando nelle scuole superiori la nostra esperienza e le nostre competenze.
Tutto ciò è stato apprezzato anche fuori Caltanissetta; numerosi gli inviti a partecipare in trasmissioni sportive ed il premio come migliore dirigente dei campionati di Eccellenza a suggello del nostro operato.
Mai nella mia vita avrei immaginato di dover lasciare la mia città, anche se “soltanto” nello sport. Sfortunatamente ciò è avvenuto.
La Nissa, la prima squadra della città di Caltanissetta, è costretta a lasciare il SUO stadio, perché lo stadio intitolato al compianto calciatore biancoscudato, Marco Tomaselli, non è più idoneo per disputare partite ufficiali di calcio. E ciò non lo lamenta il presidente Giammusso, l’allenatore, i calciatori o le squadre ospiti, ma lo dichiarano i tecnici appositamente inviati dalla Lega Nazionali Dilettanti per verificare le condizioni del terreno di gioco, e che rilevano che al Tomaselli non si può più giocare a calcio.
Ci ospiterà la comunità di Campofranco (CL), che dispone di un ottimo stadio e che tramite il suo sindaco, Rino Pitanza, esprime tantissimo piacere nell’ospitare una delle squadre di calcio più importanti della Sicilia.
Questa non è la sconfitta della Nissa è la sconfitta di una intera città e soprattutto di chi la amministra!
Un assessore comunale allo sport, Fabio Caracausi, che dopo un mio sfogo per le difficoltà che la squadra affronta nel giocare in uno stadio impraticabile, si limita ad accusare la Nissa di averlo danneggiato, mentre ben sa che ciò non corrisponde al vero. Un assessore che avrebbe dovuto contattarci e proporci delle soluzioni anziché accusarci. Accuse di chi vuole nascondere carenze evidenti e presenti in tutti gli impianti sportivi della città: assenza di manutenzione, carenza di pulizia, mancanza di custodi, impianti tecnologici assenti, attrezzature e arredamenti mancanti. Ciò è sotto l’occhio di tutti i nisseni e non soltanto del presidente della Nissa. In una città, non si tratta così lo sport, che è e rimane la principale leva di aggregazione, unione, identità e crescita sociale. Ed è noto che non è soltanto la Nissa a lamentare della mancanza di strutture sportive. Lascio alla politica le dovute considerazioni, ma ammettere di avere perso una battaglia, mai la guerra, da nisseno verace e vulcanico quale sono, è veramente dura.
Fortunatamente e forse anche con merito, oggi siamo al secondo posto in classifica e questo ci riempie di forza per continuare a far bene e lottare, anche se fuori dalle “mura amiche”, per un sogno che si chiama Nissa.
Andiamo via dalla nostra città e ritorneremo soltanto quando avremo un campo di calcio degno della nostra categoria e soprattutto degno della NISSA.
FORZA NISSA
Il primo tifoso biancoscudato
Arialdo Giammusso
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