La “guardiania” di Cosa Nostra nelle campagne, un retaggio ancora attuale. Sette arresti, le interviste

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img_4220Ci sono anche tre mafiosi di peso della famiglia di Cosa Nostra di Niscemi, Sebastiano Montalto, Francesco Amato e Salvatore Di Pasquale tra gli arrestati nell’operazione Guardian condotta dalla squadra mobile di Caltanissetta con il commissariato di Niscemi e i carabinieri di Ragusa che ha portato a 7 ordinanze di custodia in carcere nei confronti dei guardiani delle serre agricole di Acate e Niscemi.

Guardiania che secondo gli inquirenti era imposta per volere dei vertici locali di Cosa Nostra, sia per lo stipendio mensile, circa mille euro al mese oltre a merce che veniva pretesa in regalo, sia per controllare il territorio. Lo stesso territorio agricolo in passato covo di pericolosi latitanti come gli Emmanuello.

Gli altri arrestati, catturati stanotte al rientro dal turno notturno di guardiania nelle serre, sono Rizzo Damiano, niscemese cl.1979; Cultraro giacomo, niscemese cl.1971; Ferrera Giuseppe, niscemese cl.1966 e Pisano Giuseppe, niscemese cl.1974, fratello del killer di mafia Vincenzo Pisano che tra gli altri delitti a suo carico ha anche l’omicidio del giovane Pierantonio Sandri.

Gli arrestati di oggi sono tutti indagati per associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsione.

Un retaggio apparentemente del passato, quello dell’imposizione della guardiania da parte di Cosa nostra, che gli inquirenti hanno attualizzato a dimostrazione dell’interesse della mafia a controllare il territorio e supervisionare le attività economiche, come ha spiegato il capo della squadra mobile Marzia Giustolisi nella conferenza stampa di stamaneimg_4222

ASCOLTA l’Intervista al capo della Squadra Mobile di Caltanissetta

Un’indagine che si è avvalsa di intercettazioni telefoniche e ambitneali e dell’utilizzo di Gps, oltre alle dichiarazioni di due pentiti di Niscemi, Antonino Pitrolo e Giuliano Chiavetta.

ASCOLTA l’intervista al questore di Caltanissetta, Bruno Megale

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