La firma: prima il nome e poi il cognome. All’anagrafe di Caltanissetta si deve fare al contrario. Perchè?

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anagrafeCi telefona una signora, che desidera mantenere l’anonimato, per lamentare un fatto alquanto strano occorsole all’Ufficio Anagrafe di Caltanissetta.

Qualche giorno fa, la signora va per rinnovare la carta d’identità e l’impiegata allo sportello, con insistenza, pretende che firmi lo stampato su cui vengono indicati i dati anagrafici anteponendo il cognome al nome. Lo stesso dicasi per la firma sulla carta d’identità. La signora contesta energicamente dicendo di non avere mai firmato in questo modo ma sbatte su un muro di gomma. La cosa, in verità, oltre a essere inusuale e linguisticamente scorretta, va nella direzione opposta a quella indicata dal Codice Civile e dalla legge sull’Ordinamento dello Stato Civile che, stabiliscono che bisogna usare prima il nome e poi il cognome.

Ad avallare quanto sopra interviene l’Accademia della crusca la quale afferma: “Dunque, l’uso di firmare nome+cognome non è solo una questione di correttezza linguistica, ma è suffragato anche da precise disposizioni legali”. Ancora sullo stesso periodico si possono poi citare due interventi di Bruno Migliorini, sempre a favore dello sradicamento dell’usanza di firmare premettendo il cognome. Il primo è del 1941: “Ma si arriverà a ristabilire nei suoi diritti la sequenza tradizionale nome + cognome solo quando l’amministrazione, la scuola, l’esercito cesseranno di diffondere la sequenza opposta cognome + nome”. Quattordici anni più tardi, Migliorini riferisce di una disavventura “burocratica” capitata a un lettore in virtù della sua “ostinazione” di firmare nome+cognome. L’uso della pubblica amministrazione, evidentemente, continuava a propendere per la firma con il cognome innanzi”.

La firma con cognome  + nome poteva avere una giustificazione quando l’anagrafe dei cittadini si creava con le schede, in modo che ci fosseschedario un certo riscontro nella sequenza di cognome e nome sia nella firma sia con i dati indicati sulla scheda. Inoltre, questo facilitava il posizionamento delle schede in ordine alfabetico.

Ma già da parecchi anni, anche nei piccoli centri di montagna, l’anagrafe si è meccanizzata. Tutto avviene per via telematica, le schede sono sparite  e non c’è più la necessità di firmare con cognome più nome. L’ordinamento alfabetico dei dati inseriti nei computer, è un giochetto che, oggi, anche i bambini delle elementari sanno fare.

Sicuramente l’impiegata dell’Anagrafe che ha preteso, riuscendoci, di fare firmare la nostra concittadina con cognome e nome, ha soltanto eseguito delle disposizioni ricevute. O, magari, non ha voluto rinunciare ad abitudini ormai radicate. La carta d’identità di chi scrive, per esempio, è firmata con nome e cognome e non viceversa. Ciò vuol dire che, tutto sommato, non c’è una regola ben precisa e che tutto è demandato alla valutazione dell’impiegato che, in quel momento, si trova allo sportello.  Forse  l’Assessore competente potrebbe dare qualche spiegazione.

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