La dinamica è più chiara, ma le indagini non sono chiuse

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I Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Palermo hanno ricostruito le fasi che hanno preceduto la rissa dentro la discoteca Goa di Palermo venerdì notte e quelle che riguardano gli ultimi attimi di vita del medico Aldo Naro.
Questa ricostruzione adesso viene confrontata con il racconto del giovane di 17 anni, palermitano del quartiere Zen, che questo pomeriggio si è presentato al carcere minorile Malaspina di Palermo, costituendosi quale responsabile dell’aggressione omicida ed è stato interrogato dai PM incaricati fino a tarda notte.
I Carabinieri hanno analizzato i video, le testimonianze dei presenti, dei buttafuori e dei titolari del locale. Hanno ascoltato oltre 100 testimoni e “analizzato” decine di profili Facebook. E tra i vari spunti anche un messaggio sul social network che è stato ritenuto interessante dai Carabinieri.
Come riportato sabato pomeriggio, la prima aggressione ad Aldo Naro è avvenuta dentro il privè della discoteca. Lì a tarda notte hanno fatto ingresso un gruppetto di giovani palermitani che non erano in lista. Tra loro il minore che si è costituito. Entrano con intenti provocatori e l’episodio del cappello carnevalesco da cowboy, sfilato ad un amico di Naro, è praticamente un pretesto per scatenare la rissa.
Il giovane medico sancataldese riceve in questo frangente due pugni, forti, uno dei quali gli rompe il setto nasale e un altro gli lascerà un evidente ematoma nel fianco, come ha poi stabilito l’autopsia.
Intervengono i buttafuori, quelli ufficiali, per sedare gli animi e prendono sottobraccio il medico sanguinante e lo accompagnano verso la porta che si affaccia sul giardino esterno del Goa. Lì Aldo Naro perde l’equilibrio o qualcuno lo fa cadere e finisce a terra. E’ in quel momento che l’energumeno gli sferra un calcio potentissimo alla tempia che lo farà morire praticamente sul colpo per emorragia celebrale.
In quei frangenti gli amici hanno perso di vista Aldo per pochi secondi, ma in realtà non lo avevano perso. Non potevano vederlo perché il giovane 25enne è scivolato e tra la folla era impossibile vedere una persona a terra. Se ne accorgono quando urlando il suo nome vedono un capannello che si forma attorno al corpo di Aldo ormai privo di sensi.
Un lavoro difficile quello dei Carabinieri per “tirare” fuori immagini nitide da un film pieno di rumori di fumo, luci da discoteca e caos di persone. Le telecamere esterne avrebbero invece ripreso nitidamente il gruppo di “imbucati”. Sempre all’esterno si vedono altri soggetti non meglio qualificati. Il 17enne costituitosi è incensurato e, secondo quanto riportato da Livesicilia, sarebbe in contatto ambienti dello Zen che si occupano di security nei locali notturni.
E’ evidente che per gli investigatori il caso è tutt’altro che chiuso. Dovranno stabilire presenze, luoghi e ruoli delle persone coinvolte. Di chi ha fatto entrare i giovani a tarda notte e tra essi il minorenne che avrebbe sferrato il calcio mortale e di chi doveva vigilare, se c’è stato favoreggiamento, complicità o concorso nel delitto da parte di altri, oppure no.

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