La Costituzione della Repubblica e l'antimafia. Gli studenti del Liceo "Volta" a convegno

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di Rosamaria Li Vecchi

bruccheri_gentile_valenteLa Costituzione italiana, l’impegno civile, la capacità di saper chiedere il rispetto dei propri diritti e di saper osservare i propri doveri, strumenti fondamentali per crescere ma anche per essere capaci di opporsi a corruzione e malaffare: sono stati questi i punti cardine sui quali si è articolato il convegno promosso ieri mattina dal liceo scientifico Alessandro Volta e rivolto agli alunni delle quarte e quinte classi dell’istituto. Relatori dell’incontro, coordinato dalle insegnanti Maria Giulia Palermo e Sonia Zaccaria, sono stati il giudice Giovanbattista Tona, presidente della sezione nissena dell’Anm, e lo scrittore Enzo Russo, presidente dell’associazione antiracket “Noi e la Sicilia”; presente anche il fotografo Tony Gentile, autore dello scatto che ritrae insieme Falcone e Borsellino sorridenti e che è diventato in tutto il mondo la foto- simbolo della lotta alla mafia. Ad aprire la giornata è stato il saluto del dirigente scolastico del Volta Giuseppe Bruccheri e del prefetto S. E. Carmine Valente, che ha brevemente illustrato il proprio ruolo di rappresentante dello Stato sul territorio.

convegno legalitá "Volta" Il giudice Tona ha poi parlato della necessità di riprendere consapevolezza dei valori comuni contenuti nella nostra Costituzione, sottolineando che se essi “non rappresentano un punto di arrivo in situazioni difficili rappresentano comunque il punto di ritorno”; non sono mancate alcune puntualizzazioni su uso ed abuso della parola “legalità”.<<Ma non per questo è una parola vuota>> ha precisato Tona, esortando i ragazzi ad essere parte attiva della società e di essere sempre rispettosi delle regole (“in un mondo senza regole non c’è prospettiva di speranza”).

Si è invece articolato sul tema dell’etica della partecipazione nel rapporto Stato-cittadino l’intervento dello scrittore Enzo Russo, che ha lanciato una provocazione parlando di “Stato senza diritti, vizio latino, italiano, siciliano” e ricordando ai ragazzi che “i diritti non sono oggetto di trattativa”. Lo scrittore ha parlato anche di mafia e dei luoghi comuni legati ad essa, secondo i quali tutti i siciliani sono mafiosi ed omertosi. <<Non dimentichiamo – ha detto – che anche i morti di mafia, quelli che l’hanno combattuta, sono, tranne il generale Dalla Chiesa e la moglie, tutti siciliani: la cosiddetta lotta alla mafia siamo noi a farla>>. Russo ha poi lanciato l’idea di un progetto che vedrà la creazione, all’interno delle scuole, di organismi analoghi alle associazioni antiracket, le associazioni anti-bullismo, destinate a contrastare quella che lo scrittore siciliano ha definito “mafia bambina”. Proiettate anche alcune fotografie in bianco e nero realizzate da Tony Gentile, oggi collaboratore dell’agenzia Reuters, negli anni di piombo siciliani: Lima e Ciancimino, il maxi-processo di Palermo, il funerale del giudice Livatino, i morti ammazzati per le strade di Palermo, i ritratti dei giudici antimafia, le stragi di Capaci e via D’Amelio, gli arresti dei boss. Diverse le domande poste dagli studenti al termine degli interventi dei relatori, da come arginare il fenomeno della corruzione alla presunta trattativa Stato-mafia e tanti altri temi legati a quelli del convegno.

Rosamaria Li Vecchi

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