La comunità venezuelana di Caltanissetta si unisce alle manifestazioni di dissenso internazionali contro il presidente Maduro

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Fossero stati nel loro paese natale, i manifestanti che si sono riuniti in piazza, a Caltanissetta, durante il pomeriggio di Sabato 29 Aprile, si sarebbero probabilmente visti disperdere in un baleno da forze dell’ordine colluse con gli interessi governativi. L’Italia però non è il Venezuela, ed in questo caso vien da dire: menomale! La politica di oppressione condotta dal quasi-dittatore Nicolas Maduro e le sue promesse di riforme istituzionali che potrebbero condurre il Paese alla dittatura , infatti, gli hanno guadagnato un implacabile attacco di piazza da parte dell’opposizione e di migliaia di cittadini venezuelani, che da circa un mese chiedono elezioni anticipate per fermare questa politica da regime.Proteste che sono costantemente sedate nel sangue: il bilancio è di trenta morti rimasti uccisi durante gli scontri con la polizia.

I cittadini, però, non si fermano, fuori e dentro il Venezuela. La pesantissima aria che tira nella Repubblica federale ha spinto i venzuelani di tutto il mondo a scendere in piazza per manifestare la loro adesione alla causa democratica, e la nostra città non manca dalla lista di quelle coinvolte in quest’azione solidale. Dato importante, tra i manifestanti vi erano anche diversi nisseni autoctoni. A dimostrazione del fatto che nella rivendicazione del rispetto dei diritti umani la nazionalità non fa differenza.

La comunità venezuelana di Caltanissetta

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