La città si innamora di “Miele”. Al suo Liceo e al Teatro Margherita la cantante si presenta al pubblico di casa.

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Lo ha fatto con modestia, con umiltà, quasi in punta di piedi in omaggio al suo temperamento, grintoso sul palco, ma timido nella vita. Voleva farlo ma non voleva apparire una diva. Voleva farlo ma ne aveva un po’ paura. A darle una spinta e a organizzare tutto, ha provveduto l’Associazione teatrale “Prima Quinta” con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale.

Miele tra i ragazzi del Liceo
Miele tra i ragazzi del Liceo

Alla fine, lo ha fatto. Lunedì 1 febbraio, al Liceo Classico R. Settimo la mattina, ha incontrato gli studenti dello stesso Liceo e delle altre Scuole superiori e la sera, al Teatro Margherita,  tutti coloro che hanno voluto conoscerla. E così, Manuela Paruzzo, in arte Miele, ha presentato sé stessa e la sua canzone.

Omaggio Floreale (1)
La dirigente Irene Collerone e Miele

Manuela Paruzzo, 26 anni, in arte Miele, canterà al Festival di Sanremo, nella categoria “Giovani proposte” il brano “Mentre ti parlo” e dovrà vedersela con altri sette suoi agguerriti avversari che, sicuramente, hanno lo stesso suo obiettivo.

 

 

Intervista al Dirigente Scolastico Irene Collerone

Il brano in gara ha un contenuto profondo. Racconta di un rapporto “critico” con il padre al quale, nella canzone, Manuela dice “sfilami di dosso quella trama di difetti così identici ai tuoi…non guidarmi più ”. È un padre che non ha creduto nel lavoro di cantante e che avrebbe voluto per la figlia un “lavoro normale”.

Intervista al regista Aldo Rapè

Aldo Rapè e Manuela Paruzzo "Miele"
Aldo Rapè e “Miele”

A quello che è stato l’atteggiamento del padre, si contrappone, in modo deciso e che non lascia spazi a visioni più elastiche, l’atteggiamento della figlia che, invece, vorrebbe che sulla sua carta d’identità, alla voce professione, risultasse quella di “musicista”.  Da questo rapporto conflittuale di “amore-odio” nasce per Miele il desiderio di raccontare le sue emozioni e nasce, quindi, quell’inno all’emancipazione che si chiama “Mentre ti parlo” e che, probabilmente, sarà condiviso da tanti giovani che vivono vicende analoghe.

“Io so da poco tempo di essere stato stimolatore inconsapevole di questa canzone – dice sorridendo ai nostri microfoni il padre Michele –  e, se lo sono stato spero di avere altre liti violente”.

A fare emergere questi momenti emotivi, le sue esperienze musicali, i suoi desideri e i suoi sogni ha provveduto, sia la mattina al Liceo sia la sera in Teatro,  un suo grande amico: Aldo Rapè, attore e regista nisseno che, per molti versi, ha vissuto un’esperienza simile a quella di Miele ed è per questo che, parlando la stessa lingua, si comprendono così bene.

A questo proposito, non possiamo non accennare a un simpatico episodio che il noto regista ha voluto raccontare.  Doveva rinnovare la carta d’identità e, visto che sul vecchio documento  non risultava la professione, l’impiegata dell’anagrafe gli chiese quale professione si dovesse indicare sul nuovo documento. “Attore”, rispose Rapè. Al che, l’impiegata, con tono di complicità, quasi volesse coprire una magagna, ritenendo la professione di attore un “non lavoro” , rispose: “vabbè, non mettiamo niente”. Ecco il filing tra Rapè e Miele.

Intervista a Manuela Paruzzo in arte Miele

Ma andiamo in quell’Aula Magna del Liceo Classico R. Settimo, diretto con un’ apertura mentale a 360°, dalla Dirigente Irene Collerone.

Manuela Paruzzo
Manuela Paruzzo in arte Miele

“Speriamo che questo momento – ha detto la d.ssa Collerone – rimanga come uno dei più importanti per noi perché comunica la possibilità di riuscire nella vita e di individuare e orientare il proprio talento. So che Manuela ha dovuto anche vivere sacrifici importanti per raggiungere il risultato e questo è un esempio per tutti voi giovani – ma mi ci metto anch’io – perché sempre, ogni giorno, dobbiamo rivivere questa voglia di confrontarci con il mondo e di sfidarlo”.

Miele con il padre Michele Paruzzo
Miele con il padre Michele Paruzzo

Il Liceo, come abbiamo già detto, è la scuola che Manuela Paruzzo ha frequentato e dove, quindi, ha lasciato un pezzetto del suo cuore.

Ricevuto da Aldo Rapè il microfono, Miele ha esordito con una battuta che, visto il contesto, ha suscitato l’ilarità dei ragazzi.

“A me, parlare piace pochissimo – ha detto con una risata forse un po’ nervosa per l’emozione – e anche durante le interrogazioni non mi piaceva parlare (facile immaginare le risate di simpatia)”.  Ha quindi continuato il suo racconto cercando di fare passare il messaggio che non esistono le facili conquiste e che tutto quanto c’è di bello e di buono nella vita, è duraturo soltanto se alla base ci sono stati sacrifici e preparazione”.

Intervista a Michele Paruzzo,  papà di Manuela

Naturalmente, come era previsto, ha cantato “Mentre ti parlo” il brano che porterà a Sanremo e anche un altro brano, “Mastica”, che fa parte

Il regista Aldo Rapè
Il regista Aldo Rapè

del suo CD. Omaggio floreale, foto ricordo con i ragazzi  tantissimi autografi fatti con mano un po’ tremante per l’emozione, hanno concluso un bellissimo matinée.

Un po’ diversa, anche considerato il pubblico diverso, la serata al Teatro Margherita dove Manuela Paruzzo, alla presenza del sindaco Giovanni Ruvolo e dell’assessore Marina Castiglione, sempre con la semplicità e la  modestia che la caratterizzano ma anche con un sorriso genuino, mai stampato,  ha raccontato sé stessa guadagnandosi la simpatia del pubblico. Ma non è stata soltanto la sua simpatia a strappare gli applausi. La sua canzone, con la quale lotterà strenuamente per conquistare l’ambitissimo titolo, è stata approvata dal pubblico che, in piedi, le ha tributato un calorosissimo applauso. E vedere tutta la platea che applaude in piedi, spettacolo nello spettacolo,  per qualsiasi artista costituisce il compenso migliore, il più gradito, il più gratificante e anche il più emozionante. E se tanto mi dà tanto, il fatto che il pubblico del Margherita  abbia voluto  applaudire in piedi la sua canzone, qualcosa vorrà pur dire. La vittoria? Non lo sappiamo. E, per scaramanzia, non vogliamo parlarne  in questi termini, vedremo.

Certo, tutta la città potrà contribuire con il televoto a far sì che una ragazza, dolce, forte, modesta, timida e grintosa nello stesso tempo, ma soprattutto volitiva, possa leggere sulla sua carta d’identità, professione:musicista.

 

FOTOGALLERY

Nota della Redazione:

a tutti coloro che volessero scaricare una o più foto pubblicate nell’articolo e/o nella fotogallery seguente, per farne uso pubblico, ricordiamo di citare la fonte “Radio Cl1″                                                                              

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