La Cisl sulla finanziaria. "Penalizza la provincia nissena. Tabella H è clientelismo, niente sviluppo".

747

Cisl Emanuele Gallo con segreteriaCaltanissetta – “La finanziaria approvata all’ Ars e proposta dal governo regionale penalizza la provincia di Caltanissetta con una visione miope di tagli e balzelli e nessun incentivo agli investimenti presenti e futuri. A fronte di pesanti tagli, infatti, non si scorgono provvedimenti per la crescita e soprattutto per il lavoro. In un contesto di crisi, la provincia di Caltanissetta (e le altre del centro Sicilia, Enna e Agrigento) fa registrare condizioni economiche e di mercato del lavoro tra le più disastrate, con un tasso di disoccupazione del 22%, migliaia di lavoratori in cassa integrazione e centinaia di aziende che fanno ricorso ai contratti di solidarietà”. Lo afferma il segretario della Ust Cisl di Caltanissetta, Agrigento ed Enna, Emanuele Gallo, secondo cui  “i provvedimenti per lo sviluppo, che erano sul tavolo, sono stati ignorati o rimandati, mentre con l’aumento indiscriminato delle royalties dal 10 al 20% si rischia che le imprese spostino gli investimenti altrove, penalizzando centinaia di lavoratori della provincia. In questo modo scomparirebbero anche le piccole e medie imprese mono committenti che garantiscono occupazione”.

“Dopo 6 mesi di governo – prosegue il segretario – la Cisl rimane attonita di fronte all’ assenza di una tempistica certa sull’attivazione della zona franca della legalità nella provincia di Caltanissetta e nelle province di Agrigento ed Enna. Un silenzio a cui fa da contraltare la tabella H con cui si continuato a distribuire soldi a pioggia per 25 milioni di euro ad associazioni, fondazioni ed enti, senza nessun criterio nella distribuzione. Ingenti risorse che rispondono a clientele e a metodi della politica del passato, che non creano né sviluppo né lavoro e nessuna iniziativa per il rilancio della nostra provincia. Milioni di euro che si sarebbero moltiplicati, se investiti per l’economia e il lavoro, in tempo di crisi vengono elargiti secondo gli appetiti della politica di turno”.

“La provincia di Caltanissetta – ricorda il segretario della Cisl, Emanuele Gallo – ha rappresentato in questi ultimi anni un modello di patto sociale tra sindacati e mondo delle imprese, in funzione anti-crisi e per la legalità. La manifestazione dei sindacati “contro la mafia, per il lavoro” del 2011, la mobilitazione regionale della Cisl al teatro Margherita di Caltanissetta insieme a Confindustria per la legalità e il lavoro, e il corteo regionale di Cisl, Cgil e Uil con tutte le associazioni imprenditoriali a Palermo nel 2012. Sono le dimostrazioni evidenti della volontà di cooperazione da parte delle organizzazioni sindacali con le istituzioni e le associazioni imprenditoriali”.

Per tale motivo la Ust Cisl di Caltanissetta, Agrigento e Enna giudica “miope la visione che ha guidato la finanziaria regionale dove non c’è traccia di strategie per imprese e lavoratori. La tutela del lavoro, indissolubilmente legata alla crescita economica, in provincia di Caltanissetta è garantita dagli investitori attualmente presenti che devono essere incentivati e non danneggiati”.

“La Ust Cisl – conclude la nota – chiede che al centro dell’agenda anti-crisi vi sia un patto sociale tra forze sindacali, istituzionali ed economiche che deve mettere al primo punto l’emergenza sociale, economica e lavorativa delle famiglie e delle imprese nissene e siciliane”.

“Ci auspichiamo che “il modello Caltanissetta” venga valorizzato e non ignorato”.

Commenta su Facebook