La Cisl per la "Zona Franca della legalità". Bernava: "Noi ci abbiamo creduto, adesso non perdere tempo"

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Bernava e Gallo - CISL - auditorium IrsapLa Cisl nel capoluogo nisseno con oltre 250 delegati Rsu ed Rsa delle tre province di Caltanissetta, Agrigento ed Enna per chiedere la partecipazione dei lavoratori allo sviluppo del territorio.

Sotto le insegne con su scritto: “Renzi rispetta il sindacato” e “La partecipazione dei lavoratori per lo sviluppo del territorio”, si sono dati appuntamento martedì mattina Maurizio Bernava, segretario regionale Cisl Sicilia, Emanuele Gallo Segretario generale Cisl (Agrigento, Caltanissetta, Enna) e Luigi Sbarra, segretario confederale nazionale (industria e mezzogiorno).

“Troppi silenzi sulla Zona Franca della legalità. No a un’altra Termini Imerese”, aveva detto lunedì sera il leader della Cisl Sicilia, Bernava, che a Caltanissetta ritorna sul concetto nella sede dell’Irsap, location scelta per l’Attivo Cisl non casualmente, per sottolineare il nesso della Zona Franca della Legalità con la disponibilità di aree industriali,

Noi come Cisl stiamo facendo in tutte le province una serie di manifestazioni con i delegati per fare una pressione forte sulle istituzioni in tema di sviluppo produttivo”, esordisce il segretario della Cisl Sicilia, Bernava. “La Sicilia deve produrre ricchezza in tempi rapidi. Senza imprese e lavoratori che lavorano per una vera produzione, rischiamo il fallimento. Solo così possiamo rimettere in sesto i conti della Regione e rimettere in circolo risorse per i servizi alla povera gente. Nella province di Caltanissetta, Agrigento ed Enna, la zona franca va offerta in tempi rapidi alla programmazione dei fondi comunitari, per farla diventare una zona dove si attraggono investitori, si sostengono quelli esistenti e si mettono in rete per far sviluppo. Si devono avere aree, e qui c’è ne una già delimitata che beneficia di 50 milioni di euro. Quindi i governi accelerino i processi per renderla fruibile. Un’area che deve avere infrastrutture per la sicurezza, cablaggio di reti telematiche, credito di imposta, burocrazia zero. E’ questa la zona franca da candidare per questi meccanismi, e devono farlo i governi regionale e nazionale. La Zona franca della legalità è stata il frutto di un’alleanza tra imprese, lavoratori e magistratura e doveva servire anche a rompere con il sistema mafioso. Quindi non dobbiamo perdere più tempo, ma candidarla come zona per attrarre investimenti. La regione ci ascolti”.

Il segretario della Cisl Bernava parla anche di “preoccupazione per il silenzio sulla Zona franca della legalità” e spiega il senso di questa affermazione.

C’è stata una grande mobilitazione – afferma Bernava – e anche un’attenzione nazionale sulla Zona franca. Noi come Cisl ci crediamo e ci abbiamo creduto, ma vediamo adesso che al governo regionale e nazionale o sul territorio, non se ne parla più. Vorremmo invece che si rimettesse al centro quel patto. Imprese, enti locali, sindacati, spingano la Regione a fare qualcosa e rendere questa grande area attrattiva per lo sviluppo, per investitori qualificati, soggetti industriali che pensano a fare vero lavoro produttivo e a non speculazione”.

I lavori dell’Attivo inter-provinciale delle tre province della CISL sono stati aperti dalla relazione del segretario generale Emanuele Gallo. Anche il segretario della Cisl Agrigento, Caltanissetta, Enna, interviene sulla Zona franca della legalità e sulla fase che attraversa il sindacato.

Noi – dice Gallo – dobbiamo batterci affinché l’iter della Zona Franca continui, in modo che le aziende possano investire. Oggi viviamo una situazione particolare, vediamo il governo regionale pubblicizza le zone franche urbane che sono piccoli interventi nei vari comuni. Ad esempio su tre province del centro Sicilia le Zfu riguardano solo Gela, Enna, Lampedusa, Linosa e Sciacca. Quindi sono interventi di fiscalità di vantaggio che servono solo alle micro imprese, mentre dobbiamo puntare a uno sviluppo di ampio respiro come la Zona Franca della legalità e questo silenzio ci fa paura. Significa avere la possibilità non solo di investire e creare ricchezza, ma soprattutto lavoro”.

Il segretario Emanuele Gallo spiega l’iniziativa odierna. “Noi oggi abbiamo fatto una cosa importantissima perchè stiamo condividendo con duecentocinquanta Rsu ed Rsa di tre province, per dibattere sul testo unico della rappresentanza e questo migliora le relazioni tra sindacati e azienda, ma non risolve i problemi occupazionali della provincia. Ci vogliono interventi seri. Ad esempio si parla del ‘piano giovani’, importante ma non basta, bisogna agganciare questi interventi a un piano industriale e di sviluppo della Sicilia”, conclude Gallo.

A concludere i lavori il Segretario confederale nazionale della Cisl, Luigi Sbarra.

“Penso – afferma Sbarra – che le questioni poste in questa manifestazione, in primo luogo rilanciare il sistema industriale produttivo di Caltanissetta, Enna e Agrigento, si coniugano con la battaglia nazionale della Cisl. Questi cinque anni di crisi sono stati pesanti per l’industria che ha ceduto un quarto della sua produzione industriale, che ha visto contrarsi e ridursi ordinativi, fatturato e posti di lavoro. Il Paese riparte se riesce a rimettere in moto il sistema industriale e produttivo italiano. Servono scelte forti nella manifattura, nella chimica farmaceutica e nell’agroalimentare, la green economy e il made in Italy. Il governo deve misurarsi con le parti sociali mettendo al centro il lavoro e la politica industriale. Serve creare condizioni di attrazione di investimenti e quindi ridurre le tasse da lavoro e redditi di pensione, se vogliamo rimettere in moto la dinamica dei consumi, alzando la domanda interna e salvaguardando il patrimonio occupazionale e produttivo. Quindi bisogna fare della riforma fiscale la vera grande riforma. Per il mezzogiorno si discute la qualità dei progetti per la programmazione europea fino al 2020, noi chiediamo alla Regioni, così come alle autonomie locali e al Governo, di fare scelte programmatiche progettuali finalizzate a concentrare gli interventi ed evitare mille rivoli in cui disperdere le risorse. Quindi ricollocare i temi dell’impresa, lavoro, povertà, inclusione sociale al centro di questa nuova stagione di programmazione europea. Su questi temi l’iniziativa Cisl in questo territorio e in quello regionale si salda con l’iniziativa della Cisl nazionale”, conclude il segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra.

 

 

 

 

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