La catena di incendi a Gela. Massima attenzione del Prefetto, più vigilanza in città

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Massima attenzione alle criticità e alle esigenze di sicurezza del territorio comunale di Gela. Dopo i gravi episodi incendiari di matrice dolosa verificatisi lo scorso fine settimana, il Prefetto Cosima Di Stani ha convocato il 15 febbraio scorso il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, allargato alla partecipazione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Gela e del Vice Sindaco del Comune di Gela, per un approfondimento congiunto sulla situazione al fine di condividere le strategie operative da mettere in atto per l’intensificazione dei servizi di sicurezza, vigilanza e controllo di quel contesto territoriale.

Nel corso dell’incontro si è proceduto ad una disamina della situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica del territorio comunale di Gela e sono stati affrontate le questioni relative alle peculiari criticità di quel contesto territoriale, approfondendo lo stato di attuazione delle iniziative progettuali intraprese dall’Amministrazione comunale per la realizzazione di un adeguato sistema di videosorveglianza e per il miglioramento delle condizioni socio-economiche della realtà cittadina.

Dal confronto sono emersi quegli episodi che da diversi anni connotano il comune di Gela, quali gli incendi ed i danneggiamenti di automezzi di privati, gli atti di vandalismo e le condotte di privati non sempre in linea con la convivenza civile.

Il Procuratore della Repubblica di Gela ha evidenziato le specificità della criminalità presente nel territorio comunale di Gela, dove operano tre organizzazioni criminali riconducibili a ‘cosa nostra’, ‘stidda’ e “terza mafia”, sottolineando il crescente trend di episodi di criminalità comune ed il ruolo assunto da una criminalità con un saldo e diffuso radicamento nel territorio, in seno alla quale nuove leve emergenti possono esser al servizio delle locali consorterie pronte a costituire il braccio operativo di tali sodalizi con interessi differenziati.

Il Questore ha evidenziato che nella realtà gelese si registra anche un clima di diffusa insofferenza nei confronti delle regole e delle istituzioni, circostanza che impone l’esigenza di azioni sinergiche tra le componenti istituzionali del sistema sicurezza e gli ambienti giudiziari, essenziale per il controllo del territorio e la prevenzione.

Il Prefetto ha ritenuto necessario il rafforzamento e l’intensificazione dei dispositivi di vigilanza e controllo di quell’ambito comunale, con il concorso della Polizia locale e del contingente militare dell’operazione “Strade Sicure”, con cui presidiare il contesto territoriale nel complesso e garantire la percezione di sicurezza per la collettività.

Sin da questa settimana nel centro urbano di Gela sarà intensificata la presenza sul territorio di Forze dell’ordine quale segnale effettivo per far percepire alle comunità locale la presenza delle Istituzioni in un area particolarmente interessata da fenomeni criminosi e da un accentuata densità criminale, con un potenziamento dei servizi di prevenzione a carattere generale e di controllo del territorio, anche lungo le arterie statali di collegamento con le limitrofe province siciliane.

Per l’intero mese di febbraio saranno operanti nella realtà gelese i Carabinieri delle Squadre di Intervento Operativo (SIO) dell’Arma dei Carabinieri, unitamente ai Reparti inquadrati della Polizia di Stato.

Il Prefetto ha concluso confidando nell’Amministrazione comunale di Gela affinchè si disponga la massima presenza di pattuglie della Polizia locale per fornire ulteriore supporto e collaborazione alle Forze dell’ordine, richiamando il proprio sostegno all’Amministrazione comunale nel percorso di legalità nella consapevolezza che solo attraverso una solida intesa tra Istituzioni si potranno contrastare i fenomeni di criminalità e di degrado, in quanto l’azione coordinata di tutte le forze dell’ordine è essenziale, ma ancora di più è fondamentale una loro presenza visibile e fattiva sul territorio, per dare una sensazione di sicurezza e di presenza dello Stato alla cittadinanza.

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