La bimba nissena morta dopo il trasferimento a Palermo. L’avvocato della madre presenta una nuova istanza per l’autopsia

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Non si arrende la mamma della piccola Sara, la bimba di 5 anni deceduta il 30 marzo scorso all’ospedale dei Bambini di Palermo dopo essere stata trasferita nella notte dall’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. Lunedì prossimo il suo legale, l’avvocato Francesco De Lorenzo del foro di Roma, presenterà una nova istanza alla Procura di Palermo per chiedere che venga eseguita l’autopsia sul corpo della bambina. Una prima istanza è stata rigettata giovedì scorso dal sostituto procuratore Ludovica D’Alessio che coordina l’indagine, che al momento sarebbe contro ignoti, scaturita dall’esposto presentato dalla mamma di Sara, Safa Ghabry, 34enne tunisina residente da nove anni a Caltanissetta insieme al marito e alla famiglia.

Tutto sarebbe nato da una caduta in casa della bambina durante un gioco avvenuta il 25 febbraio. Una normale caduta tant’è che la bambina si era rialzata. Nei giorni seguenti un dolore alla gamba persistente, le indicazioni della pediatra, la successiva chiamata il 30 marzo al 118 che porta la bambina all’ospedale Sant’Elia. Nello stesso pomeriggio la decisione del trasferimento all’ospedale dei Bambini “Di Cristina” di Palermo non prima di ulteriori accertamenti. Giunta in ospedale intorno all’una di notte la piccola è spirata alle cinque del mattino a causa di un arresto multi organo. Il corpo si trova dal 30 marzo nella camera mortuaria dell’ospedale palermitano a disposizione della famiglia che però non vuole prelevare la salma nella speranza che la nuova istanza per l’esame medico legale questa volta vada a buon fine.

“Il Pm non ha ritenuto di disporre l’autopsia sul corpicino della bambina. E’ stata depositata un’istanza sollecitando il pubblico ministero all’autorizzazione del provvedimento per una perizia necroscopica che è stata rigettata. Questo comunque ci ha permesso di acquisire una serie di documenti e di prendere contezza delle argomentazioni del pubblico ministero sulla base degli ausiliari che aveva nominato. I nostri esperti invece ci dicono che è necessaria un’autopsia perchè così non si può avere certezza”. Ad affermarlo è l’avvocato Francesco De Lorenzo nominato dalla famiglia di Sara.

“Per esempio vi era un problema intestinale e da quanto si capisce i tecnici della Procura lo hanno addebitato ad un problema infettivologico, di una tubercolosi che avrebbe colpito l’intestino ma gli esperti dicono che potrebbe essere un problema intestinale di natura meccanica”.

La famiglia vuole solo avere chiaro quello che è successo. Quel che è certo è che la bambina manifestava un grave quadro patologico intestinale. La nuova richiesta poggerà sulla relazione dei periti incaricati dal legale. La Tbc infatti è un’espressa ipotesi diagnostica ma non sarebbe stata accertata.

“Se non si dispone l’autopsia si perde la prova e tutte queste incertezze non possono essere più chiarite. Noi insistiamo a chiedere la perizia medico legale anche per correttezza verso la famiglia affinchè domani non continui a vivere con il peso di non sapere per cosa è morta la figlia. Non si vuole mettere sotto accusa nessuno. Per il momento si chiede solo l’autiopsia”.

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