La bandiera della Pace sventola al Palazzo di Città. Tanti cittadini alla fiaccolata

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(Di Alberto Sardo – testo  e Pasquale Trobia – foto) Se c’è una città che vuole cambiare, questa città oggi è Caltanissetta.

DSC_0052A dimostrarlo ci sono  centinaia di cittadini che hanno sfilato in corteo per la Pace in corso Umberto, giovedì sera, in occasione della fiaccolata per la Pace in Palestina organizzata da Ornella Matraxia e Francesca Mugavero, “due libere cittadine”, che partendo da Facebook, attraverso la rete, hanno coinvolto davvero tante persone e sensibilità diverse.

Una fiaccolata che il Sindaco Giovanni Ruvolo ha fatto propria, nel senso che ci ha messo del suo, oltre alla semplice partecipazione, insieme ai giovani delle Acli che hanno allestito un proiettore davanti il portone centrale di Palazzo del Carmine.

Dopo la partenza da piazza Garibaldi, dove poco prima delle 21 è stata srotolata un’enorme bandiera della pace dal balcone della Sala Gialla del Municipio, il corteo di fiaccole si è fermato davanti l’ingresso del comune. Lì, il sindaco, ha chiamato in streaming una collega ricercatrice embriologa della riproduzione, Rula Fattuh  con cui ha condiviso alcuni pezzi di ricerca, che dopo una lunga esperienza ad Amman in Giordania si trova adesso a Ramallah, nella West Bank, nella capitale politica della Palestina, in Cisgiordania.

DSC_0054In collegamento via Skype la dottoressa Rula Fattuh ha raccontato cosa accade in Palestina, partendo dal teatro di guerra di Gaza, dalle armi sofisticate utilizzate dall’esercito israeliano, dall’elevato numero di morti civili e bambini. Le stesse organizzazioni internazionali neutrali parlano del 80% di morti civili nel conflitto arabo-israeliano. Poi ha brevemente raccontato cosa accade anche nella Cisgiordania dove non c’è guerra guerreggiata, ma discriminazioni e abusi, come l’abbattimento delle case dei palestinesi.

Presenti rappresentanze dei Cristiani ordotossi della chiesa d’Oriente, degli ebrei e  di arabi, tra cui anche due palestinesi. Una manifestazione che le organizzatrici hanno voluto senza bandiere, che non fossero quelle della pace, per evitare polemiche.

Il medio oriente genera sempre contrapposizioni, tensioni, appartenenze. E’ un fatto ormai consolidato.

Il sindaco Giovanni Ruvolo ha parlato in collegamento skype con la dottoressa in Palestina, le cui risposte in arabo sono state tradotte dal gruppo di arabi nisseni presenti. Poi le domande dei cittadini, tra cui quella di un bambino che ha chiesto “perché si uccidono i bambini?”.

Domande e risposte che non sono piaciute a due rappresentanti del popolo israeliano, madre e figlia, presenti alla manifestazione, una delle quali è intervenuta lamentando una “manifestazione a senso unico”. Ma il sindaco Ruvolo ha mantenuto grande calma e con serenità ha chiesto a tutti coloro che volessero intervenire di farlo liberamente. E così la signora ha proseguito.

Ad ogni modo tutti gli interventi, di fedi e rappresentanze diverse, sono avvenuti senza contestazioni, liberamente. Quindi il corteo è proseguito per corso Umberto. Circa duecento persone con fiaccole in mano, che hanno sfilato silenziosamente, prima di una preghiera interreligiosa.

Un fatto unico, inedito non solo per Caltanissetta. Sono tante le città che hanno organizzato fiaccolate per la pace in Italia in questi giorni. Poche, oltre Roma, hanno registrato una tale partecipazione. Di solito si ritrovano quelle poche decine di persone che seguono il conflitto. Stavolta c’erano cittadini diversi tra loro, con sensibilità e appartenenze variegate. Il significato, l’analisi, la spiegazione, la lasciamo ai lettori, a chi ha partecipato, ma è chiaro che si tratta di una spiegazione più profonda.

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