L’8 marzo uno sciopero generale. “Nel deserto securtario donne costrette a nascondersi”

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Dal “comitato Caltanissetta contro il G7”.

L’otto marzo le donne sciopereranno in 40 paesi del mondo interrompendo ogni attività produttiva e riproduttiva.

La violenza sulle donne si combatte trasformando la società, non abbiamo bisogno di sentirci protette in quanto proprietà di un uomo, di una nazione, di una cultura.

Nella nostra città, in nome dell’incolumità delle figlie, madri, mogli, cugine nissene, da ogni platea reale o virtuale si chiede sicurezza in centro storico.

Naturalmente, la sicurezza a misura di aperitivo, prevede l’espulsione di migranti e la presenza di polizia. Intanto, nell’indifferenza generale, donne migranti vengono espulse, incarcerate, deportate.

Condannate da veloci circolari ministeriali, sono costrette a nascondersi, con somma gioia dei moralizzatori autoctoni che vedono strade pulite dove noi vediamo deserti securitari. Ogni giorno si assiste al pellegrinaggio di donne cariche di bambini, passeggini, bagagli verso l’ufficio immigrazione.

Nessun mezzo pubblico a disposizione, diversi chilometri da percorrere, con qualunque condizione atmosferica, per forse sentirsi solo “rinviate” al giorno dopo, la settimana dopo, il mese dopo, in attesa di un permesso che permetterà loro di tornare “visibili”.

Quanta ipocrisia, in questo uso dei nostri corpi come merce di scambio nel cui nome chiedere politiche securitarie e marcare la differenza tra noi e l’altro, brutto, cattivo, straniero? Le “nostre donne”, come la “nostra piazza” e la “nostra villa” sono soltanto terreni da riconquistare. Ci sottraiamo al tentativo di farci usare come baluardo dai razzisti nostrani: la nostra libertà di vivere la città non ci viene regalata dalle telecamere, dalla militarizzazione, dalla detenzione dei migranti ma ce la prendiamo con la nostra autodeterminazione e la solidarietà dalle nostre lotte.

Mercoledì 8 Marzo diversi sindacati di base hanno proclamato lo sciopero generale di 24 ore, garantendo così la copertura sindacale, indipendentemente dal fatto che si sia iscritte o meno.

Per informazioni https://nonunadimeno.wordpress.com/

Scioperiamo perché:

La risposta alla violenza è l’autonomia delle donne

Senza effettività dei diritti non c’è giustizia né libertà per le donne

Sui nostri corpi, sulla nostra salute e sul nostro piacere decidiamo noi

Se le nostre vite non valgono, scioperiamo!

Vogliamo essere libere di muoverci e di restare. Contro ogni frontiera: permesso, asilo, diritti,

cittadinanza e ius soli

Vogliamo distruggere la cultura della violenza attraverso la formazione

Vogliamo fare spazio ai femminismi

Rifiutiamo i linguaggi sessisti e misogini

foto Archivio

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