Kalat Basket camp. La giusta strada per far grande la pallacanestro nissena (Tutte le FOTO)

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Da Marco Portannese a Christian Mayer, da Ilaria Milazzo della nazionale femminile di basket under 20 a tecnici e giocatori di lungo corso provenienti da tutta la Sicilia come Alfio Occhipinti, Beto Manzo e Franco Lanfranchi. E ancora i locali Stefano Galiano, Settimo Arcarisi, Fausto Lentini, Sonia Gambino. Il tutto sotto il coordinamento di Aurelio Armatore, coadiuvato dal figlio Marcello, tutor del Camp e anche lui cestista, e dal responsabile tecnico Francesco Anselmo, regista del primo camp di basket, Kalat Basket Camp, che si è tenuto a Caltanissetta dal 28 al 3 luglio nei campi “Michelangelo Cannavò” di Pian del Lago 2.
IMG_5687Un tempo il movimento cestistico nisseno che cresceva anche nei campi di strada, uno su tutti il campetto di via Dalmazia, e che in inverno a vario titolo militava nelle formazioni delle varie società, d’estate, per perfezionare la formazione e soprattutto per confrontarsi con altre realtà, era costretto a partire. Molto spesso fuori dalla Sicilia.
Oggi possiamo dire che la prima edizione del Kalat Basket Camp di Caltanissetta ha portato nel nostro capoluogo più di un evento, bensì una scuola. Quella scuola del basket che nasce dall’esperienza e dalla sapienza tecnica, ma anche dal confronto e dall’apertura mentale che questo tipo di stage impongono anche all’atleta più giovane.
Tantissimi i premi assegnati durante la serata finale del camp. E in attesa di poterne dare l’elenco completo ci limitiamo a segnalare il premio simpatia dato a uno, tra i dieci partecipanti, dei ragazzi di Essere per Essere che hanno partecipato gratuitamente al Camp.
IMG_5679“E’ andato bene, i commenti sono stati favorevoli ed entusiasti da parte di sportivi e persone della città e di altre realtà della Sicilia”, spiega Aurelio Armatore.
“Tonino Drogo ha pubblicato una lettera importante sulla nostra pagina facebook, dove ci ha detto cose belle e profonde”.
“Abbiamo fatto una cosa che credo possa avere un seguito, abbiamo recuperato un impianto rendendolo fruibile. Abbiamo dato un messaggio sociale ospitando giovani disagiati da un punto di vista familiare. C’era tutto lo staff di Essere per Essere, ed abbiamo premiato un ragazzino per la simpatia, il ragazzo più simpatico del camp. Da un punto di vista tecnico abbiamo coinvolto personaggi di un certo spessore. Da Alfio Occhipinti a Cristian Mayer, ai fratelli Portannese e tanti altri sportivi, cestisti giovani e di lungo corso che ci hanno sostenuto venendo al nostro camp per portare la loro esperienza e metterla al servizio di decine di giovani che hanno partecipato”.IMG_5672
Tribune stracolme nell’ultima serata tenutasi al Pala Carelli e genitori entusiasti dell’esperienza. Tra loro tanti ex cestisti che hanno rivisto nell’entusiasmo dei figli le radici della loro passione.
“Noi – prosegue Armatore – abbiamo recuperato in parte questo impianto”, riferendosi a Pian del Lago 2. “A livello di spogliatoi e infrastrutture di servizio non abbiamo potuto fare molto. Ci siamo concentrati sull’utilizzo dei campetti. Tutto comunque necessita di cure e attenzioni, un controllo e pulizia costante , cosa che non è stata mai fatta”.
“Abbiamo dimostrato con i fatti quello che sappiamo fare. Eventi sportivi di un certo livello si caratterizzano per la capacità di coinvolgere tecnici di alto livello. Le conquiste sono rappresentate da attività utili per la crescita della città”.
“Fino a settembre abbiamo preso questo impegno, per gestire, rendere fruibile e tenere aperto l’impianto”.
(foto gentilmente concesse da Michele Lorina)

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