Je suis "Valerie" e il post delle polemiche. La consigliera Alaimo: "Continuerò imperterrita"

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Un post ironico, con cui si faceva beffa della poca puntualità dei consiglieri nel rispettare l’orario di inizio delle sedute del consiglio comunale.
E’ bastato questo per scatenare una discussione con tanto di provvedimenti disciplinari paventati nei confronti della responsabile.
Ma Valeria Alaimo, consigliera del Movimento 5 Stelle non si lascia certo irretire dalle polemiche e rilancia. “Se mi si vuole contestare la verità, allora si proceda”. E lo afferma con una copia del regolamento del Consiglio comunale a portata di mano, che a suo dire “non prevede contestazioni disciplinari del genere”.

Il post pubblicato nella pagina FB
Il post pubblicato nella pagina FB

Il post è stato pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale della “Portavoce” Cinquestelle alle 15,35, corredato di una foto dell’aula vuota. La seduta era convocata alle 15,30 e la consigliera dice “ci siamo solo io e un dipendente. Serietà, eh?”.
Poco dopo inizia la seduta e si susseguono diversi interventi con cui si stigmatizza l’uscita della consigliera. Si contesta il fatto che una “collega” del civico consesso possa fare uscire notizie riguardanti il consiglio all’esterno. Non ci possiamo lamentare se i giornalisti speculano – è in buona sostanza il ragionamento – se gli stessi consiglieri comunali fanno circolare queste notizie. Una consigliera comunale fa vedere “il misfatto” alla presidente Leyla Montagnino che prende la parola e stigmatizza ulteriormente le frasi della Alaimo, ipotizzando azioni disciplinari .
“Io la vedo come una limitazione alla mia libertà di denuncia politica, perché di questo si parla e questo facciamo in consiglio comunale”, ribatte Valeria Alaimo, consigliere M5S a Palazzo del Carmine. “Si cerca di evitare cattive pubblicità su facebook perché la campagna elettorale è continua e se vai a dire che i consiglieri erano tutti assenti all’orario della convocazione della seduta, perdono credibilità davanti ai cittadini che forse loro non lo sanno, ma sono molto stanchi della politica locale e nazionale”.
“Da portavoce del Movimento 5 stelle – prosegue Alaimo – mi sono sentita in dovere, e lo continuerò a fare imperterrita, perché non sarà il timore di sanzioni disciplinari peraltro non previste dal regolamento, che mi fermerà. Quindi continuerò a farlo, e se ritengono opportune le sanzioni disciplinari, me le facciamo avere, ma i cittadini devono sapere la verità. Se poi mi si vuole contestare la verità, allora si proceda”.
Il consigliere comunale di “Officina Politica Nissena”, Antonio Favata, intervenendo in aula ha manifestamente detto di non apprezzare la dicitura “dipendenti” che viene utilizzata dagli attivisti Cinquestelle e dal blog “Fiato sul collo” per indicare i consiglieri comunali. “Capisce presidente, loro sono sopra di noi”, dice Favata riferendosi probabilmente al redattore del blog.
“Dà fastidio sapere che sei lì grazie ai cittadini che liberamente ti hanno votato”, replica la consigliera 5 Stelle. “Se prendiamo l’indennità, questi sono soldi che prendiamo alla cittadinanza . Sono indennità per un mandato fatto con rispetto, lealtà e onestà. Siamo stipendiati dai cittadini. E’ vero e lo ribadisco, e quindi massimo rispetto ai cittadini. Se ci dà fastidio essere chiamati dipendenti dei cittadini, allora è meglio che ce ne torniamo a casa a fare il lavoro che si faceva prima”.
Ma la seduta del civico consesso era iniziata con una dura reprimenda del consigliere comunale di “Officina Politica Nissena” Gianluca Bruzzaniti contro una testata giornalistica, (“ma qui non parliamo di giornalismo”, ha detto il consigliere), che aveva raccontato quanto accaduto in commissione trasparenza, ovvero le dimissioni dello stesso presidente Bruzzaniti che, pare, sia stato poi ri-votato alla presidenza dall’opposizione.
Bruzzaniti ha criticato l’utilizzo di frasi “ipotetiche”, senza però fornire egli stesso una versione certa e definitiva di quanto accaduto.

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