Janni e Vagginelli: “Siamo lontani dal realizzare una città capace di puntare alla cultura e al turismo”

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“Dopo i tristi, duri mesi di lockdown, il sindaco Gambino aveva affermato che la “rigenerazione” di Caltanissetta sarebbe passata dalla valorizzazione delle sue risorse naturali e culturali; dalla valorizzazione delle sue potenzialità, a partire dalla capacità di essere polo attrattivo per flussi turistici interessati a conoscere la Sicilia interna e le sue bellezze. Le restrizioni e le esigenze di sicurezza legate alla pandemia, del resto, offrivano e offrono un’opportunità a chi intenda intercettare un turismo di prossimità, esperienziale e relazionale, lontano dai circuiti più commerciali e inflazionati. E invece, la stagione estiva della nostra città si sta rilevando quanto mai lontana da questa prospettiva”. Lo affermano in una nota il presidente regionale di Italia Nostra, Leandro Janni e il segretario del circolo Faletra del Partito Democratico, Carlo Vagginelli.

“Scattiamo una fotografia – dicono -, i siti archeologici di Sabucina e Gibil Gabib non sono fruibili né, certamente, lo saranno a breve. Tutti i musei cittadini risultano “temporaneamente chiusi”, senza che sia stato fatto nulla per renderli fruibili da visitatori e turisti. Dunque: Museo Archeologico chiuso, Museo Diocesano chiuso, Museo di Palazzo Moncada chiuso, Museo Mineralogico chiuso. Il cosiddetto Museo d’Arte Contemporanea inesorabilmente sbarrato. Qui c’è un problema – assai grave, rilevante: una struttura espositiva che “marcisce” dentro e fuori. Una struttura espositiva (a quanto pare) priva di certificato di abitabilità; priva di vie di fuga; depotenziata dal mancato collegamento spaziale e funzionale con Palazzo Moncada. Un centro storico sempre più fatiscente e malsano”.

“A questo quadro desolante – concludono Janni e Vagginelli – va aggiunta l’assenza di iniziative teatrali, musicali o anche soltanto ricreative. Eventi che, nella stagione estiva già iniziata, sono ancora in fase di “programmazione”. Che dire poi della condizione delle infrastrutture e dei trasporti? Insomma, se queste sono le premesse, siamo davvero ben lontani dal realizzare una città capace di puntare alla cultura, al turismo. Occorre cambiare mentalità, partendo dal confronto con quanti, dotati di conoscenze e competenze, hanno a cuore lo sviluppo e il benessere di questo territorio. Proviamo a farlo, con un dibattito aperto e informato (che avrà luogo a giorni in Corso Umberto I), ma soprattutto mettendo in campo un’autentica capacità di programmazione e progettazione. Noi ci siamo. E la giunta Gambino?”.

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