“Ius Soli una legge di civiltà”. Il digiuno a staffetta passa per Caltanissetta

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Sono già più di millecinquecento le persone che hanno aderito al digiuno a staffetta per l’approvaizone della legge sullo Ius Soli in Italia. Tra loro c’ un nutrito gruppo di persone appartenenti ad associazioni e movimenti di Caltanissetta che venerdì mattina hanno presentato l’iniziativa alla casa delle culture e del volontariato. Onde donneinmovimento, le Officine politiche Leonardo Sciascia e cittadinanza 3.0 del Polo Civico, la cooperativa sociale Etnos, la casa delle culture e del volontariato, l’associazione migranti solidali, l’Angolo del sapere onlus, movi, forum terzo settore e Cesvop. Associazioni, partiti e movimenti di tutta Italia chiedono la veloce calendarizzazione della legge sull’acquisto della cittadinanza da parte dei minori, ferma da due anni al Senato. “Abbiamo fiducia – dicono gli organizzatori – che la fiducia parlamentare non serva ai nostri politici solo per loro interessi ed equilibri elettorali, ma a raggiungere traguardi di umanità”. Ad aprire la conferenza stampa la presidente dell’associazione Onde donne in movimento, Lidia Trobia.

IMG_6062“La nostra associazione è stata promotrice di questa iniziativa con un passaparola con le altre associazioni. Siamo stati sempre sensibili a questi temi della cittadinanza e della Costituzione”, spiega.

“Riteniamo – prosegue Trobia – che non sia un caso che l’iniziativa sia stata lanciata da 900 insegnanti. Perché sono a contatto con questi bambini, nati in Italia da genitori stranieri, che vivono e studiano a scuola la Divina Commedia ma devono aspettare di avere 18 anni per avviare l’iter per la cittadinanza. Lo Ius Soli sarebbe una legge di civiltà. Lo Ius Sanguinis risale al codice napoleonico, in Italia introdotto dopo l’unificazione, verso la fine dell’ 800. Mi pare che la situazione sia cambiata”.

La Legge 91 del 05/02/1992 è stata sottoposta a riforma con una proposta dell’1 agosto 2001 (legge Turco- Violante n.1463); venne poi ripresa nel 2006 da Giuliano Amato; nel 2009 i deputati Andrea Sarubbi (Pd) e Fabio Granata (Popolo della Libertà) proposero una riforma bipartisan della cittadinanza, che però si fermò nel 2010 per il timore dello stesso PdL di esporsi su questo tema all’inizio della campagna elettorale per le regionali. Un nuovo testo della legge d’iniziativa popolare fu depositato alla camera il 5 febbraio del 2012 grazie ad una ventina di associazioni che lanciarono la campagna “l’Italia sono anche io”.

Dopo un iter parlamentare decennale la legge è stata approvata alla Camera e prevede norme di tutela dell’acquisto della cittadinanza da parte dei minori. La riforma, tra ius soli temperato e ius culturae, avrebbe un bacino di 800mila potenziali beneficiari immediati (il 74% dei minori stranieri in Italia) e 58mila beneficiari ogni anno. Ma il testo, approvato alla Camera il 13 ottobre 2015, da due anni è fermo al Senato (A.S. 2092) e in atto non è stato calendarizzato.

“Anche la recente discussione conseguente alla presentazione da parte del cardinale Francesco Montenegro, presidente di Caritas italiana, del dossier Immigrazione 2016, rileva le incoerenze e le ipocrisie di una politica che non sa rispondere all’ingiustizia e al governo di una realtà esistente”, affermano i responsabili delle officine “Leonardo Sciascia” e “Cittadinanza 3.0” del Polo Civico.

“Prima dei valori contano le opportunità politiche e la ricerca del consenso? Ci sembra che anche questa campagna elettorale regionale ignori il problema e nessuno si sia fatto portavoce convinto e coraggioso di una battaglia di civiltà, di cui proprio la Sicilia è protagonista, volente o nolente”.

“Per questi motivi condividiamo l’iniziativa simbolica dello sciopero a staffetta, per sensibilizzare i senatori ad una veloce e convinta approvazione della legge. Abbiamo fiducia che la fiducia (parlamentare, ndr) non serva ai nostri politici solo per i loro interessi ed equilibri elettorali, ma che serva per raggiungere traguardi di umanità e di giustizia”.

 

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