Isola pedonale in C.so Umberto. Grande coraggio, ma c'è da fare

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Corso Umberto nuovo - Isola pedonale

Quasi non sembra vero. Finalmente stamattina alle 10,30 come da programma,  è stato riaperto al transito pedonale il tratto di Corso Umberto interessato dalla nuova pavimentazione. È rimasto invece recintato il tratto compreso tra la via Auristuto e la chiesa del Collegio, in quanto la pavimentazione dovrà essere rifatta sino all’inizio della strettoia. Si dovrà risolvere anche un problema di quote che si è venuto a creare tra la via Auristuto (più bassa di circa 8 centimetri) ed il corso Umberto.

Gradino dislivello via AuristutoCi rendiamo conto che conciliare le quote della nuova pavimentazione con le quote già esistenti delle vie adiacenti tenendo anche conto delle pendenze necessarie allo smaltimento delle acque piovane, non è cosa facile.

Corso Umberto - corso Vittorio Emanuele - panettoniUn rilievo tecnico, però,  va fatto relativamente alle caditoie poste in opera le quali, seppur eleganti e mimetizzate con la pavimentazione, potrebbero non essere sufficienti ad accogliere le acque piovane. Almeno, stando al parere  di un tecnico esperto,  dovrebbero essere sostituite  se si vuole evitare che le prime piogge possano creare difficoltà ai pedoni. D’altro canto manca poco alla stagione invernale e le piogge metteranno alla prova l’opera appena realizzata, che, speriamo, possa smentire tali preoccupazioni

 

Chiesa del collegioDiscordi le opinioni raccolte  tra i cittadini sulla opportunità di riaprire la strada  al transito dei  veicoli oppure mantenere la connotazione di isola pedonale. Certo è che, in questo secondo caso,  qualche sforzo dovrà essere fatto sia in termini di arredo urbano sia in termini di illuminazione prima che la strada possa essere definita un salotto come tutti ci auguriamo che diventi. Soprattutto perchè al momento lo spazio appare vuoto e oltre ad essere privo di arredo urbano non è provvisto di delimitazioni e segnali che diano al visitatore le coordinate per “attraversarlo”, eccezion fatta per l’unico “segno” urbano della “polis” rimasto, il lustrascarpe.

Pasquale Trobia

Caltanissetta, 19 ottobre 2012

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