Irsap, lettera dimissioni di Alfonso Cicero a Crocetta: “il suo silenzio ha contribuito al mio isolamento”

1968

Il presidente dell’Irsap Alfonso Cicero, rassegna le proprie dimissioni, irrevocabili e con effetto immediato con una lettera infuocata al presidente della Regione, Rosario Crocetta.

Di seguito il testo integrale della lettera, con cui Cicero comunica, altresì, di non accettare la nomina di Commissario Straordinario dell’Ente, “la cui deliberazione ha appreso dagli organi di stampa”.

“Con la trasmissione di copiosi atti, diversi segretati, Le è stata resa ben nota l ‘estesa attività istituzionale posta in essere dal sottoscritto nelle aree industriali della Sicilia e l’indispensabile azione contro i sistemi politico affaristico-mafiosi che, per anni, hanno gestito nell’ombra ed indisturbati ingenti interessi economici; un’azione condotta, senza sosta, sacrificando famiglia, salute e tanto altro nell’esclusivo interesse della Regione Sicilia.

Il Suo assordante silenzio, di questi anni, ha contribuito all’isolamento del sottoscritto la cui incolumità è stata più volte messa a rischio da plurime minacce di morte e gravissime azioni intimidatorie che hanno colpito, finanche, la propria famiglia e i suoi più stretti collaboratori.

Collaboratori, amici ormai, ai quali il sottoscritto è legato da profondo affetto, stima e sentimenti di gratitudine per la convinzione con la quale lo hanno assiduamente ed incondizionatamente affiancato, in questi anni difficili, anni in cui anche tutto il personale dell’Ente, a cui va un sincero ringraziamento, si è distinto per serietà e professionalità.

E’ assai ambiguo che la “rivoluzione”, di cui si professa paladino, non Le abbia suscitato la necessità ed il dovere di palesare il Suo sostegno e la Sua vicinanza al sottoscritto, alla sua famiglia. Mai una telefonata, un cenno di interessamento.

Mai un Suo intervento presso le Istituzioni e mai l’esigenza di conoscere come un uomo, a rischio da anni, continui a condurre la propria vita e il proprio dovere contro le perverse e pericolose collusioni di cui sono intrise le aree industriali e di cui è necessario siano, definitivamente, liberate.

Soltanto una conferenza stampa, a seguito delle possibili dimissioni correlate ad una terribile intimidazione. Poi, il totale silenzio. In nessun intervento pubblico e sulla stampa ha mai fatto cenno al sottoscritto ed alla sua azione di denuncia contro i poteri affaristico mafiosi che, forse, più dei consigli di burocrati e di personaggi “potenti” di cui si è avvalso, avrebbe potuto contribuire a dare senso e forza alla Sua tanto decantata rivoluzione.

Tra i pochi incontri quello del febbraio 2014 e del luglio 2015, in cui ha chiesto solo cose inaccettabili e, pertanto, non accettate. Al Suo fianco un Assessore alle Attività Produttive, Linda Vancheri che, per nulla “autonomo”, ha via via tramato, in modo falso ed ipocrita, ai danni del sottoscritto al quale mai ha riservato, come Lei del resto, quella dovuta e necessaria attenzione istituzionale ad esclusione di pochi, e mal tollerati, fatti ed atti di circostanza.

Tale indifferenza, cotanta ambiguità, nonché gli effetti che ne sono conseguiti, ha privato il sottoscritto di quella tranquillità che l’attività in parola richiede, ed oggi, ancor più di prima, non consente di proseguire nell’attività istituzionale alla guida dell’IRSAP.

Un’ambiguità ed una confusione impossibile da accettare. Assai prevedibile, invece, che la presente lettera costituirà, di certo, motivo di grande gioia e profondo senso di libertà per quel perverso sistema che, da tempo, il sottoscritto ha colpito nei vari contesti della Sicilia.

Fiero di aver dato tutto, in modo serio e convinto, ed aver consegnato alla Regione Siciliana risultati concreti, frutto di un’azione operativa contro i sistemi affaristico mafiosi, nonché l’avvio complesso e travagliato del nuovo Ente, lo scrivente ripone, come sempre, solo nello Stato, la più incondizionata fiducia nella ce1tezza che ben saprà garantire gli ulteriori effetti dell’azione !egalitaria anzidetta e, soprattutto, lo sradicamento del malaffare dalle aree industriali siciliane, nell’interesse di quel tessuto economico trasparente composto dalla maggior parte degli imprenditori siciliani.

Allo Stato, inoltre, unico vero e costante riferimento di questi anni, il sottoscritto non mancherà di offrire, ove necessario, ogni più utile e possibile contributo, nella piena convinzione che la lotta all’illegalità è l ‘unico presupposto possibile per lo sviluppo di un’economia sana ed etica.

Il sottoscritto, infine, rassegna altresì le proprie dimissioni, irrevocabili e con effetto immediato, dal proprio ufficio di stretta collaborazione della Sua persona nella qualità di Assessore alle Attività Produttive facente funzioni”.

Alfonso Cicero

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