Irene Pivetti a Caltanissetta per presentare Italia Madre: “Trovo una città peggiorata, niente strade e lavoro. I nisseni devono rialzarsi”

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Una Caltanissetta peggiorata quella ritrovata da Irene Pivetti, ieri mattina in città, all’istituto Testasecca, per presentare il nuovo partito “Italia Madre”. Così ha detto Irene Pivetti, ex presidente della Camera, nel corso di un’intervista rilasciata a Rita Cinardi nel corso del programma di Tony Maganuco “Tony Accesi” su Radio Cl1.

Oggi Irene Pivetti qui a Caltanissetta per presentare il nuovo partito Italia Madre che nasce anche con lo scopo di incentivare le imprese italiane. 

E’ ora di rialzare la testa, non possiamo più accontentarci soltanto di piangere perché c’è la crisi, non possiamo nemmeno accontentarci soltanto di protestare, siamo cittadini adulti, siamo figli consapevoli di questa madre Italia della quale vogliamo prenderci cura e quindi è arrivato il momento di fare ripartire il nostro paese e c’è soltanto un modo. Di fronte all’emergenza prioritaria per tutti che è quella delle risorse, quella del benessere che non c’è più, e quella del lavoro che non c’è più, l’unico modo per rispondere è: facciamo ripartire le imprese e l’economia. E’ chiaro che ci sono delle responsabilità diversa. Una è quella dei cittadini che devono essere critici, orgogliosi, seri, e un’altra responsabilità è quella della classe politica eletta e della burocrazia che spesso trattiene queste splendide risorse che in Italia comunque ci sono. Io sono molto impressionata visitando Caltanissetta quest’oggi dopo qualche anno che non venivo. Il clima sofferente che si respira in una città un tempo splendida, e non un tempo lontanissimo, ma un tempo vivissima di cultura, di risorse, e di attività di impresa e oggi molto impoverita, molto frustrata, molto avvilita, di un male gravissimo ma curabile. E io spero che anche Caltanissetta come moltissime altre città in Italia che sono davvero ferite sappia ritrovare quella energia, quella volontà, e quel coraggio che ci vuole. Vogliamo essere nel nostro piccolo quotidiano degli eroi per noi, per i nostri figli e per dire ai ragazzi che se ne vanno tornate.

Lei ha parlato di una Caltanissetta peggiorata. In cosa in particolare ha visto questo declino. 

Intanto sono anni che è ferma la strada di accesso. Le infrastrutture attorno sono tutt’ora immobili, il lavoro non c’è più, e le aziende chiudono, e i conti sono in negativo. E’ una città che soffre e questa sofferenza va curata. Hanno bisogno i nisseni di sentire che c’è una via d’uscita. Dobbiamo essere noi stessi la risposta e dobbiamo sentire che c’è la possibilità di farlo. Per questo Italia Madre vuole incoraggiare tutti quegli italiani virtuosi, coraggiosi e incoraggiarci a vicenda sul fatto che una via d’uscita è possibile, prima di tutto da privati e poi con un impegno politico esigente, difficile, ma talmente necessario che non possiamo dirvi di no.

Un tema caldo della politica di questi giorni è quello dell’immigrazione, anche per Caltanissetta dove sono presenti un Cara e un Cpr. Per molti economisti gli immigrati sono una risorsa per il paese mentre per il Governo attuale sono quasi il nemico da combattere. Voi in questo caso come vi collocate?

Gli immigrati sono una risorsa nel momento in cui noi non avessimo la nostra emigrazione. Nessuno ovviamente ce l’ha con chi viene qui a dare un contributo di crescita al nostro paese, per l’amor del cielo. Non siamo gente di altri tempi. Però non si può prendere l’alibi che esistono degli immigrati per altro forza lavoro disperata, totalmente non qualificata, che non c’entra proprio nulla con i nostri figli che si sono istruiti e dopo essere cresciuti con tanto sacrificio vanno a esprimere le loro potenzialità in altri paesi e qui non c’è la possibilità di crescere. Questo è un abominio. E’ una presa in giro di tutte quelle famiglie italiane che hanno fatto tanto per i loro figli, dire che gli immigrati sono una risorsa. La prima risorsa sono i nostri figli. Creiamo le condizioni perché restino e diano alla patria quello che hanno ricevuto per la loro formazione.

Questo per ciò che concerne l’economia, dal punto di vista umano invece?

Umano nel senso di culturale lei intende?

Umano nel senso che con il nuovo Governo è più difficile approdare sulle nostre coste e spesso si rimane in mare ad aspettare un sì o un no. 

Stiamo parlando del caso della Sea Watch. Anche quello è un caso specifico di come un certo malaffare che fa la tratta di esseri umani si serva di questi disperati come di scudi umani. Come gli scudi umani se li è inventati Saddam Hussein e prima di lui Hitler, cosa che considero un abominio, adesso i poteri economici internazionali, col vestito delle Ong, si servono dei disperati africani e sembra che abbiamo colpa noi. No. E’ sempre un abominio servirsi di esseri umani come degli scudi. Poi la Cei fa benissimo a richiamare l’esigenza umanitaria, perché prima di tutto le persone. A parte il fatto che questa nave non sta consentendo ai soccorsi di avvicinarsi, quindi non stiamo riuscendo a capire se davvero su questa nave l’esigenza c’è o non c’è, ma a maggior ragione, in questa operazione vedo un cinismo olandese, tedesco, europeo che adopera queste popolazioni bisognose per destabillizzare l’Italia e per creare guerre tra poveri. Noi in questa trappola mortale non ci stiamo. Vogliamo portare il benessere e inchiodare certi governi africani alle loro maledette responsabilità. Ci sono governi che fanno la tratta di esseri umani e questa storia deve finire.

Tra poco si vota per le amministrative a Caltanissetta, ci sarà una lista di Italia Madre?

Noi contiamo di restare a Caltanissetta. Vogliamo creare una sede, un nucleo stabile e certamente consideriamo le prossime elezioni amministrative una partita da giocare. Dobbiamo anche capire come sul territorio si potranno articolare le alleanze, che tipo di lista faremo ma Italia Madre ci sarà. Oggi è presto per dirvi in che forma. Vorrei concludere dicendo Caltanissetta svegliati, alzati perché è il momento e non sei sola, ci sono tante città in Italia tutte sofferenti come te che si stanno rialzando. E’ venuto il momento che gli italiani, figli di questa madre, si riprendano in mano il loro paese e il loro destino. Per noi e per i nostri figli.

 

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