“Io resto a casa”, cosa cambia con il nuovo decreto. Le regole per gli spostamenti e gli obblighi da rispettare

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Da domani su tutto il territorio nazionale gli spostamenti sono consentiti solo per motivi di lavoro, motivi di salute comprovati da un certificato medico, dunque per una visita o una terapia e per stato di necessità, come ad esempio per reperire farmaci o generi alimentari. Le giustificazioni degli spostamenti potranno essere attestate con auto dichiarazione attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia incaricate dei controlli.

Le stesse restrizioni imposte dal Dpcm dell’8 marzo alla Lombardia e ad altre province si estendono adesso a tutta Italia, quindi anche a tutte le città della Sicilia con l’intento di limitare gli spostamenti anche all’interno delle città.

Non si fermano le merci e quindi gli approvvigionamenti di alimenti e farmaci. Non si ferma il lavoro nelle aziende e negli uffici pubblici.

Per bar e ristoranti il coprifuoco è alle 18. Dopo quell’orario dovranno chiudere. Mentre erano già chiusi in tutto il territorio i pub, le sale scommesse e sale giochi, i cinema ed i teatri. In Sicilia già da ieri erano chiuse palestre, piscine e centri fitness. Rimarranno chiusi nei weekend tutti i centri commerciali.

Le attività didattiche di scuole e università sono sospese fino al 3 aprile ad eccezione dei corsi di specializzazione dei medici e dei sanitari in formazione specialistica. Così come sono sospesi tutti i concorsi pubblici ad eccezione di quelli per medici e Protezione civile.

Le strade e le ferrovie saranno aperte ma gli organi di polizia effettueranno controlli.

Stando al decreto del 9 marzo che estende a tutta Italia le misure di contenimento rafforzato previste dal Dpcm del’8 marzo, la violazione delle prescrizioni è punita con l’arresto fino a tre mesi e l’ammenda fino a 206 euro, secondo quanto previsto dall’articolo 650 del codice penale sull’inosservanza di un provvedimento di un’autorità. Pene più gravi possono essere comminate per chi adotterà comportamenti come ad esempio la fuga dalla quarantena di soggetti postivi al Covid-19, che può configurare il reato di delitto colposo contro la salute pubblica.

Bar e negozi restano aperti, i primi dalle 6 alle 18. Tutti i gestori indistintamente dovranno garantire la distanza minima di sicurezza e gli accessi contingentati con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. “In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture dovranno essere chiuse”. La sospensione si intende adottata fino al 3 aprile; la chiusura fino alla conclusione dell’emergenza sanitaria relativa al contagio da Covid-19 in Italia.

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