Interventi a rilento all’ospedale Sant’Elia, il direttore di presidio: “Trovate soluzioni per far fronte all’emergenza. Encomiabile il lavoro degli anestesisti”

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La carenza di anestesisti, lo stop di alcuni interventi chirurgici e ortopedici e l’annuncio da parte del primario di Ortopedia Giuseppe Petrantoni delle sue prossime dimissioni, hanno suscitato nei giorni scorsi polemiche da parte della politica, proteste da parte di alcuni pazienti ricoverati e dei loro parenti nonché preoccupazioni sul futuro della sanità nissena. Sono stati giorni in cui la direzione strategica non è rimasta a guardare ma ha cercato di trovare soluzioni insieme al primario di Anestesia e Rianimazione Giancarlo Foresta. A quest’ultimo e al suo reparto va il merito di aver garantito sempre il servizio con grande senso di responsabilità e nonostante i turni estenuanti ai quali ormai da tempo sono costretti gli anestesisti in cronica carenza di organico. Questa mattina, dopo la firma di una disposizione di servizio da parte del commissario straordinario Maria Grazia Furnari, del direttore sanitario Marcella Santino e del direttore amministrativo Danilo Palazzolo, il direttore di presidio Raffaele Elia ha avuto un nuovo incontro con il primario Giancarlo Foresta.

“E’ un momento particolare – ha spiegato Raffaele Elia – per quanto riguarda sia l’area chirurgica che per quanto riguarda gli anestesisti. Ma è un momento particolare che stanno vivendo tutti gli ospedali a livello regionale, ciò per la carenza di anestesisti perché il numero di coloro che si specializzano ogni anno a Catania, Messina e Palermo non è sufficiente per il fabbisogno di tutti gli ospedali. Per quanto riguarda nello specifico il caso di Caltanissetta a questo si aggiunge il fatto che diverse persone si sono dimesse per andare a lavorare anche in case di cura private, altre sono andate in pensione. Nel contempo gli anestesisti devono far fronte sia alle esigenze dell’ospedale Sant’Elia che a quello di Niscemi e a quello di Mussomeli. La direzione strategica si sta prodigando per sopperire a questa carenza mediante le prestazioni aggiuntive cioè a dire prestazioni che vengono remunerate di più rispetto alle ore di straordinario. La carenza di anestesisti ha determinato una notevole riduzione delle sedute operatorie ma stiamo tentado di sopperire a questo con le prestazioni aggiuntive cioè stiamo comprando le prestazioni a pagamento dai nostri stessi anestesisti perché non ce la fanno. Se a questo dobbiamo aggiungere che gli anestesisti fanno giustamente i turni anche al 118, per garantire le emergenze, si capisce bene che non si è riusciti a garantire la normale attività routinaria. Posso comunque rassicurare la popolazione dicendo che le emergenze e urgenze vengono sempre garantite. Quello che hanno fatto gli anestesisti in questi ultimi mesi e negli ultimi giorni in particolare è un lavoro encomiabile. Nonostante la stanchezza hanno sempre garantito l’assistenza. Da premettere che noi facciamo anche pronta disponibilità e quindi è chiaro che oltre a sopperire a tutte le urgenze ed emergenze si deve far fronte sia all’ospedale di Mussomeli che a quello di Niscemi garantendo le sedute operatorie che al momento sono ridotte ma stiamo cercando soluzioni con gli stessi anestesisti per far fronte a tutte le esigenze. Per ciò che concerne le assunzioni di nuovo personale stanno facendo a Trapani e Catania due mega concorsi per quanto riguarda gli anestesisti e quindi siamo fiduciosi che non appena saranno espletati questi concorsi avremo la possibilità di avere un maggior numero di anestesisti”.

Ad Elia abbiamo chiesto il suo punto di vista in merito alla decisione di alcuni medici di lasciare il nostro ospedale. “Per quanto riguarda l’articolo apparso qualche giorno fa – spiega il direttore di presidio – vi sono stati dei chirurghi andati via 7 anni fa per avvicinarsi a casa. L’ultimo invece è l’emodinamista Francesco Scardaci che essendo di Catania ha avuto semplicemente la possibilità di tornare a casa. Non si tratta di persone che non erano messe in condizioni di operare ma persone che sono giustamente tornate a casa loro”.

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