Integrazione e formazione degli immigrati regolari. Presentato in Prefettura l’avvio del 3° progetto PON sicurezza.

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Si chiamerà “Casa delle culture e del volontariato” la struttura di cui  il progetto PON Sicurezza, presentato in Prefettura lunedì 21 dicembre, ha reso possibile la realizzazione. È stata S.E. Maria Teresa Cucinotta, Prefetto di Caltanissetta, a dare inizio alla conferenza stampa.

S.E. il Prefetto Maria Teresa Cucinotta
S.E. il Prefetto Maria Teresa Cucinotta

“Il progetto – ha detto il Prefetto spiegandone meccanismi e finalità  – è stato finanziato con i fondi PON sicurezza, fondi europei destinati a favorire la legalità e hanno tanti obiettivi tra cui quello di favorire l’integrazione degli immigrati. È stata recuperata una struttura comunale che sarà destinata a tutto ciò che potrà meglio integrare gli immigrati e farli sentire sempre più cittadini e meno immigrati”.

Il finanziamento di 980.000 euro ha consentito non solo di ristrutturare l’edificio di via Xiboli, già adibito a scuola, ma anche di arredarlo e attrezzarlo e, guardando anche al risparmio energetico, munirlo di impianto fotovoltaico.

Intervista a S.E.il Prefetto Maria Teresa Cucinotta

“Voglio rappresentare – le parole del sindaco Giovanni Ruvolo – una cosa molto bella che sta avvenendo a Caltanissetta.  Questa scuola che è stata ristrutturata grazie al progetto PON, essendo la casa del volontariato, è il riconoscimento a tutta quella ricchezza che opera nel tessuto sociale di questa città. Parlo di quel volontariato che spesso, in silenzio, opera per realizzare quel welfare partecipato che è fondamentale per dare delle risposte al fine di costruire il benessere dei nostri concittadini.

Oggi la città ha una casa – ha continuato il sindaco Ruvolo – in cui queste realtà si incontrano e potranno contaminarsi a vicenda per

Il dr Giuseppe Intilla, Il Sindaco Ruvolo e il Prefetto Cucinotta
Il dr Giuseppe Intilla, Il Sindaco Ruvolo e il Prefetto Cucinotta

progettare insieme.  Quindi stiamo superando quella logica dell’individualismo e dei percorsi personali per dare forza a un volontariato che opera per progetti condivisi. L’altro aspetto importante è la logica dell’intercultura. Quella sarà la casa della contaminazione culturale perché noi non dobbiamo avere paura della diversità nella quale stanno la crescita e l’evoluzione.

Ha preso poi la parola l’assessore alle Politiche Familiari e ai Servizi socio-sanitari, Pietro Cavaleri che, correttamente, ha riconosciuto che questo progetto è stato promosso dalla precedente Amministrazione.

“La nostra Amministrazione – ha precisato – ne ha curato le fasi di chiusura che, a volte sono le più difficili”. A questo proposito ha riconosciuto il merito dell’ing. Eduardo Garito dell’Ufficio Tecnico, di “avere dato l’anima” al fine di portare a compimento questo importante progetto”.

Intervista al Sindaco Giovanni Ruvolo

Il Centro, verrà gestito da oltre cento associazioni che, assieme al volontariato,  indicheranno i percorsi di formazione più adatti. Ospiterà un cineforum, dei corsi professionali, dei corsi di lingua e ci sarà uno sportello di natura sociale curato dalla Croce Rossa. Questi servizi saranno fruibili già dal mese di gennaio.

L'assessore Cavaleri e l'ing.Garito
L’assessore Pietro Cavaleri e l’ing. Eduardo Garito

“Questo è stato un progetto importante – ha detto l’ing. Eduardo Garito prendendo la parola – che abbiamo sposato sin dall’inizio. Il Ministero ci ha chiesto uno studio che spingesse anche sulla necessità che ci fosse un luogo come questo e sul fatto di capire quale fosse il fabbisogno degli immigrati sia dal punto di vista linguistico sia su come muoversi e meglio entrare nella nostra realtà comprendendo anche l’inclusione informatica allo scopo di colmare il divario di conoscenze”.

“Questa iniziativa – ha detto il dr Giuseppe Intilla responsabile dei Servizi Sociali – costituisce un altro tassello nel percorso di costruzione del welfare territoriale che questa Amministrazione sta portando avanti e che vede  il Comune impegnato non soltanto nella messa a sistema di tutti i servizi sociali del territorio ma anche nel terzo settore che sempre di più sta assumendo un ruolo sussidiario”.

Vogliamo concludere con un concetto espresso, a conclusione dei lavori,  dal Prefetto Cucinotta. Un concetto da incorniciare nella nostra mente senza pregiudizi e senza guardare alla diversità:  “Noi dovremmo tutti sforzarci per favorire questo interscambio culturale per  avere il meglio dagli immigrati e gli immigrati il meglio da noi”.

Le foto della conferenza stampa

 

 

 

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