“Insieme per vincere”, al teatro Margherita la seconda edizione dello spettacolo di beneficenza

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Uno scenario abbastanza insolito, sabato 11 gennaio, ha ospitato la seconda edizione dello spettacolo “Insieme per vincere” organizzato dall’Associazione onlus Progetto Luna, guidata dall’instancabile Ersilia Sciandra,  in collaborazione con l’ASP di Caltanissetta, il Comune e l’equipe multidisciplinare di Senologia dell’ospedale S. Elia il cui responsabile, dr Giovanni D’Ippolito, in apertura dello spettacolo ha ringraziato il pubblico presente dicendo che “vedere un teatro così gremito dà una sensazione particolare a chi, giorno dopo giorno, si spende per cercare di aiutare delle donne che, per la patologia mammaria e neoplastica, entrano in un tunnel dal quale la maggior parte riesce ad uscire”.

Ascolta l’intervista a Giovanni Di Lorenzo presentatore

Proporsi di incentivare la prevenzione del tumore al seno, seguire la paziente nelle varie fasi del decorso della patologia ed assisterla anche dal punto di vista psicologico e umano è certamente una motivazione così nobile da rendere difficile l’uso di aggettivi appropriati.   “A me – dice la giovane cantante Loriana di Maio che, come tutti gli altri artisti, si è esibita a titolo assolutamente gratuito cantando il brano “Addio a chi” dall’omonimo CD lanciato con l’occasione – questo spettacolo dà la possibilità di dare un piccolo aiuto a quelle persone che lottano contro qualcosa”. Ed è la stessa motivazione che ha spinto tanti artisti, tutti bravi e soprattutto  tutti volti a guardare oltre il significato intrinseco che uno spettacolo generalmente ha.

Michele Albano autore e coordinatore artistico ASCOLTA

Degna di un autore di prestigio come Michele Albano –  raccontata dalla voce dell’attrice catanese Valentina Ferrante – “ La vita nuova”,  una storia di dolore, di speranza e di gioia che potrebbe appartenere a qualsiasi donna, ha riempito la prima parte dello spettacolo. Contemporaneamente, a sottolineare il racconto e a renderlo più suggestivo, si è esibita la pittrice Stefania Bruno che, su un tavolo luminoso, il cui contenuto veniva proiettato su un monitor gigante, aiutandosi soltanto con qualche pugno di sabbia nera, creava disegni di irripetibile bellezza. Tutti gli artisti meriterebbero un articolo dedicato ma dobbiamo, purtroppo, accontentarci di qualche breve cenno. Tutti conoscono il violinista nisseno Francesco Nicolosi che, contrariamente alle previsioni che lo vedevano vincitore, si è classificato secondo, dopo il ventriloquo Samuel Barletti, nella gara tra talenti, “Italia’s got talent” condotta da Maria De Filippi. Esibizione superba dei suoi tre brani il primo dei quali, “Nuovo Cinema Paradiso”, ha fatto da introduzione alla “Czarda” un brano che fa leva sulla danza popolare ungherese e che riesce sempre a trascinare il pubblico.

Ascolta le interviste a Stefania Bruno pittrice con la sabbiaDr Giovanni D’Ippolito responsabile Unita di Senologia Loriana Di Maio.

Se, poi, il violinista, continuando a suonare,  scende in platea guardando in faccia gli spettatori compiaciuti, questi si sentono coinvolti e partecipano scandendo il ritmo con le mani. Lo spettacolo è fatto anche di queste cose. Infine, ha suonato “Por una capeza”  per accompagnare i due ballerini Debora Macaluso e Davide Fumagalli della scuola di ballo “Queen Latin Dance” che si sono esibiti in uno sfrenato tango argentino. È stata poi la volta del  “Gruppo musicale S. Elia” composto da Gigi Paternò alla chitarra, Francesco Rizzo chitarra e voce, Gigi Maienza basso, Lillo Marchese alla batteria e infine Peppe Morreale alla tastiera. È il momento di Dalia Di Prima una cantante che, nonostante la giovanissima età, ha alle spalle una notevole esperienza e che, aiutata dal suo produttore, sta arrampicandosi lungo la salita del successo. Ha quindici anni e ha cominciato a calcare le scene a undici partecipando con successo alla trasmissione televisiva “Io canto” condotta da Gerry Scotti. Abbiamo avuto modo di apprezzare la sua voce lo scorso ottobre quando, in occasione di un altro evento –  “Pillole per il cuore, Note per la mente –  ha cantato una delle più belle canzoni di Whitney Houston “ I will always love you” (ti amerò per sempre) strappando lunghi e fragorosi applausi. Brava anche quest’anno cantando,  supportata dal corpo di ballo di Patrizia Reas,  “Il cielo” di Renato Zero e poi, accompagnata dal chitarrista  Fabrizio Angotti e dal cantante Ignazio Cianciolo, “Your Song”.

Ascolta l’intervista a Michele Campisi sindaco di CL

Ma lo spettacolo continua e sono stati Patrizia Capizzi alla chitarra e Massimiliano Amico al contrabasso a salire sul palco per cantare due famosi brani “Three Little Birds” e “Fragile”. Hanno poi offerto qualche minuto di ilarità, “I Fusibili” l’ormai noto duo cabarettistico che, facendo leva sulle parole chiave di alcune canzoni hanno strappato risate e meritati applausi. Una menzione particolare merita Patrizia Reas  il cui corpo di ballo, costituito dalle migliori ballerine della sua scuola Arabesque, come Claudia Panzica e Clelia Asaro ha fatto da suggestivo supporto. Ma il cuore degli appassionati della danza classica non poteva non battere per Elisa Macaddino che con una “variazione di repertorio” eseguita sulle punte, Giselle,  sublimazione di questa raffinata disciplina,  ha danzato – ci sia consentito parafrasare una vecchia canzone – con la grazia e la leggerezza di “…una farfalla che si posa su un fiore…”. Il pubblico ha apprezzato e applaudito dimostrando che, se uno spettacolo è ad alto livello, spellarsi le mani diventa un piacere. Ed è questo, per tutti gli artisti,  il compenso più grande ed anche il più bello. Abbiamo iniziato questo articolo parlando di medici e nello stesso modo  lo vogliamo concludere. Vogliamo parlare di Giovanni Di Lorenzo, un chirurgo abituato alla sala operatoria e non al palcoscenico, che pur non essendo immune da quell’emozione che nessuno risparmia, che pur essendo alla sua prima esperienza, è riuscito con la sua effervescenza, la sua ecletticità ed anche con la sua spontaneità a condurre in modo egregio uno spettacolo, non certo da “oratorio”, davanti a un pubblico che, sempre più esigente, non gli avrebbe perdonato una conduzione malfatta.

E allora, tutti gli artisti sul palcoscenico a ringraziare e cantare in coro i brani di Maurizio e Sofia Alaimo “Greatest love of all” e “What a wonderful world”.  La fatica è finita e le emozioni sono scomparse. Quello che rimane, non è soltanto un po’ di disordine in teatro e nei camerini. A tutti coloro che hanno reso possibile lo spettacolo, quale che sia stato il loro compito,  rimane qualcosa di molto diverso e di molto più grande, qualcosa di valore inestimabile: la soddisfazione di avere contribuito ad aiutare chi soffre e a dar loro la speranza, spesso la certezza, di tornare a sorridere alla vita.

 

 

13 gennaio 2014

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