Insieme dopo 27 anni: riunione della III A 1989 del liceo classico “R. Settimo”

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iii-a-2Sono stati sufficienti pochi secondi, un sorriso e molti abbracci per cancellare istantaneamente un “vuoto” di 27 anni, nella consapevolezza che la vera amicizia non significa essere inseparabili, ma sapersi separare senza che nulla cambi. La III A del liceo classico “R. Settimo” di Caltanissetta, diplomatasi nel 1989, lo scorso sabato si è riunita in un noto ristorante nisseno per riscoprire la dolcezza dei ricordi legati ad uno dei periodi più significativi dell’adolescenza. Scintilla scatenante l’idea, supportata dai moderni mezzi tecnologici, di Stefania Marchesano (poi ribattezzata la “direttrice”) che ha creato un gruppo WhatsApp cui, pian pianino, sono stati aggiunti quasi tutti i componenti della classe di allora. Tra foto, ricordi, scherzi e centinaia di messaggi quotidiani è maturata l’idea di rinsaldare, con un incontro, un legame mai troncato. E così sabato 5 novembre in quattordici hanno voluto fortemente ritrovarsi ed alcuni non hanno esitato a macinare chilometri pur di non mancare all’appuntamento: Michele Barbera, Luisa Brucale (da Palermo), Cristina Bolazzi (da Siracusa), Ilaria Castiglione, Gianluigi Chiarelli (da Roma), Maria Grazia Cinardi, Marilisa Gallo, Fabio Grosso, Renato Mammana, Katia Mancuso, Stefania Marchesano, Donatello Polizzi, Tiziana Salvaggio e Tiziano Romano (da Milano).

Pioggia di ricordi, legati a gite, interrogazioni e tante “avventure” vissute insieme da una classe molto unita. Nel corso del pranzo, quasi tre ore di sorrisi ed emozioni, non sono mancati i momenti goliardici capitanati da Gianluigi Chiareli ben supportato da Fabio Grosso. Indette le votazioni (rigorosamente a scrutinio segreto) per una serie molteplice di premi: citiamo i più simpatici, “da cù avi chiù avi assu” (trad. Chi ha più, ha asso) goliardica nomenclatura per chi ha lottato vanamente contro il susseguirsi delle primavere, sino a giungere all’ambito riconoscimento del “Più squinternato”, in onore di chi ha mantenuto inalterata la simpatia dei tempi della scuola.

Nei racconti dei commensali si sono intrecciate alle rimembranze “liceali”, i vari percorsi esistenziali successivi legati alla professione, alla famiglia ed ai figli. Inutile evidenziare che la gioia regalata dalla “Réunion” ha già piantato il seme per un prossimo appuntamento in programma per il mese di dicembre.

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