Infermiera positiva, il chiarimento dell’Asp: da dieci giorni a casa, in ospedale lavorava al telefono dopo riconversione della Pet-Tac

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Il direttore generale dell’Asp di Caltanissetta, Alessandro Caltagirone fa chiarezza in merito al caso di positività al coronavirus che ha riguardato un’infermiera in servizio al S.Elia.

“L’operatrice è già da una decina di giorni a casa. E’ un’infermiera che operava presso la Medicina Nucleare dove abbiamo creato il pronto soccorso infettivologico. Per questo motivo non prestava più servizi nell’ambito delle malattie infettive e neanche a contatto con i pazienti o con i colleghi. L’operatrice era in ufficio dove si occupava della riprogrammazione delle prenotazioni riguardanti gli esami di medicina nucleare”. Con l’attivazione del pronto soccorso infettivologico – infatti – la Pet Tac che si trova nello stesso edificio delle malatie infettive, la palazzina B, è stata riconvertita per le Tac torace sui casi covid e sospetti covid.

“Questa infermiera – spiega Caltagirone – afferisce sempre a dei focolai esistenti relativi a delle persone già positive da tempo a casa”. Il contagio – secondo quanto si evince dalle dichiarazioni del manager – sarebbe riferibile a contatti “con persone a lei vicine che non hanno nulla a che vedere con l’ospedale. Ciò non toglie che stiamo già verificando suoi eventuali contatti in ospedale”.

“Chiarisco – ha concluso il direttore generale in relazione all’aumento dei casi delle ultime 24 ore – che stanno arrivando centinaia di risultati dei tamponi sia relativi ai contatti stretti che relativi ai soggetti in quarantena”.

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