Indiano sospettato del tentato rapimento di una bimba accetta il rimpatrio. Da ieri sera al CIE

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Il cittadino indiano Ram Lubhay, accusato di tentativo di rapimento di una bimba di 5 anni nel lungomare di Scoglitti, nel ragusano, si trova da ieri sera nel Centro di identificazione ed espulsione di contrada pian del Lago a Caltanissetta dove è stato portato da agenti della Polizia di Ragusa dopo aver trascorso l’intera giornata negli uffici della Questura.

Dopo il nulla osta dell’autorità giudiziaria l’indiano dovrebbe essere rimpatriato in India. Una soluzione che in un primo momento l’uomo non gradiva, ma dopo le minacce denunciate alla Polizia, Ram Lubhay, ha espresso ai poliziotti di Ragusa la volontà di voler far rientro nel suo Paese d’origine perchè preoccupato per la sua incolumità. Il suo legale, l’avvocato Biagio Giudice, afferma di aver saputo del trasferimento al Cie dalla stampa, poiché incaricato di seguire la vicenda legale e non quella amministrativa. Se sarà confermata la volontà di accettare il rimpatrio l’indiano 43enne non dovrebbe fare ricorso contro il decreto di espulsione.

“Sto trasmettendo alcune informazioni sull’iter giudiziario seguito nel procedimento al procuratore generale di Roma”. Lo dice il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, che sino ad ieri ha lavorato ad una relazione per ricostruire l’iter giudiziario seguito nella vicenda del cittadino indiano Ram Lubhay, accusato di tentativo di rapimento di una bimba di 5 anni. Il pm per due volte non ne ha disposto il fermo.

 

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