Incontro con la scrittrice Maria Soresina. "La Divina Commedia: il racconto di un viaggio iniziatico"

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MARIA SORESINAOrganizzato dal Gruppo di Lettura di Caltanissetta, e grazie alla disponibilità e collaborazione dell’I.T.I. S. Mottura di Caltanissetta, Martedì 11 Settembre 2012 alle ore 19 nella Sala Conferenze della scuola I.T.I. S. Mottura di Viale della Regione a Caltanissetta la scrittrice Maria Soresina parlerà della “Divina Commedia: il racconto di un viaggio iniziatico”.

Con linguaggio semplice e dovizia di argomentazioni, Maria Soresina accompagnerà i partecipanti attraverso i tre regni del poema dantesco aprendo, grazie al costante parallelo con i testi sacri dell’India e con la dottrina dei Catari inattese prospettive di spiritualità. In entrambi i casi, il parallelo aiuterà a comprendere meglio il pensiero rivoluzionario, “eretico” e sorprendentemente attuale di Dante.

La Divina Commedia di Dante Alighieri è il racconto di un viaggio iniziatico che presenta sorprendenti analogie con la via dello Yoga (come la corrispondenza tra la legge del karma e quella del contrappasso, o la presenza del guru come guida nel cammino), ma è anche dettata dall’urgenza di trasmettere la conoscenza di un mondo di idee e di valori che stava per essere cancellato: il mondo dei buoni cristiani, ovvero dei Catari, la grande “eresia” che a quel tempo era assai diffusa proprio nelle zone in cui egli viveva, e il loro messaggio di amore e di libertà. Le due cose non si escludono a vicenda, perché la dottrina dei Catari ha molti punti in comune con l’induismo (basti pensare che credevano nella reincarnazione).

I versi della Commedia verranno messi a confronto, da Maria Soresina sia con i testi sacri indiani, fornendo una chiave di lettura capace di penetrare nel significato profondo di quel linguaggio simbolico che la nostra cultura ha in gran parte dimenticato; sia con il pensiero dei Catari, analizzando uno ad uno gli aspetti della loro dottrina, ciò in cui credevano e ciò che della Chiesa cattolica respingevano.

Risulta una lettura radicalmente nuova del poema dantesco, che dà risposta alle tante domande che da sempre lettori e critici si sono poste: Chi è il “veltro”? Perché Dante mette tutti i papi del suo tempo all’Inferno? Perché l’infedele e meretrice Cunizza è in Paradiso e Francesca da Rimini in Inferno? Perché Dante non cita mai l’eucarestia, e nemmeno la messa? Per trovare una soluzione è spesso necessario allargare il campo, spingere lo sguardo altrove.

 

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