Inchiesta sulle commissioni consiliari, sequestrati i fogli presenza. Magrì (M5S): “Così non può funzionare”

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La polizia giudiziaria presso la procura della Repubblica di Caltanissetta ha sequestrato una serie di atti relativi ai lavori delle commissioni consiliari di Palazzo del Carmine.

Gli agenti si sono presentati lunedì negli uffici del consiglio comunale acquisendo soprattutto i fogli di presenza dei vari consiglieri alle sedute di commissione. Un sequestro che arriva nel pieno delle polemiche politiche sull’impasse del civico consesso, che non si riunisce da tempo, ma che continua però a svolgere regolarmente le sedute di commissione.

Il caso delle commissioni lampo, e altre presunte anomalie nello svolgimento delle attività, era stato denunciato pubblicamente dal Movimento 5 Stelle, con il consigliere Giovanni Magrì e una delegazione in rappresentanza del deputato all’Ars, Giancarlo Cancelleri, che aveva effettuato un accesso agli atti. Adesso arriva l’inchiesta della Procura, ma non è ancora noto su quale ipotesi di reato, nè tanto meno se l’indagine sia legata alle segnalazioni fatte dal M5S.

In ogni caso il consigliere Pentastellato, Giovanni Magrì, non si tira indietro dal ribadire quelle che dal suo punto di vista sno state le incongruenze.

“Lo abbiamo segnalato sin dall’inizio, quando ci siamo resi conto che qualcosa non andava. Quando una commissione ha una durata breve non può produrre qualità, quindi abbiamo proposto che la commissione debba avere una durata minima. Avevamo dato nostre indicazioni, bastava aumentare la durata della commissione e si poteva anche ridurre il numero delle commissioni apportando un grande risparmio alle casse comunali. Non si capisce perchè ci devono essere commissioni per cinque giorni alla settimana convocate. Basterebbe anche due o tre volte”, afferma Magrì.

Il capogruppo Cinquestelle parla di “storture”. “Se ci sono molte commissioni dovrebbero esserci molti consigli comunali, perchè il lavoro delle commissioni serve a portare gli atti in consiglio, invece i consigli comunali sono stati pochissimi. La gestione della presidente del consiglio non è stata ottimale, con disfunzioni di tipo organizzativo. E quando sono state rimodulate le commissioni non abbiamo fatto altro che peggiorare. Perchè non si è fatto altro che penalizzare commissioni importanti come l’urbanistica che spesso non riesce a raggiungere il numero legale. Perchè componenti di quella commissione sono componenti di altre, oppure escono facendo cadere il numero legale per andare in altre commissioni. Così non può funzionare”, conclude Magrì.

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