"Inchiesta sull'antimafia della Commissione Antimafia". Presidente Bindi a Caltanissetta: "non indebolire anticorpi"

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“Avevamo da tempo in programma una visita a Caltanissetta, una DDA importante per un approfondimento sulla presenza di Cosa Nostra e studiarne e capirne l’evoluzione e il cambiamento per essere nel territorio vicino ai magistrati e alle forze dell’ordine. Ma Caltanissetta, oltre che Dda delle province nissena ed ennese, è anche competente per le vicende che riguardano la sicurezza dei magistrati di Palermo e quindi le stragi, le minacce a Di Matteo e Scarpinato quindi per noi è una missione particolarmente importante”. Così la Presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosi Bindi in premessa della conferenza stampa tenuta durante le audizioni che sono iniziate a mezzogiorno alla Prefettura di Caltanissetta e sono proseguite anche dopo l’incontro con i giornalisti conclusosi alle 20 circa. Ma a tenere banco durante le audizioni, soprattutto quelle con i Procuratori (sono stati sentiti tutti i Sostituti della DDA e l’aggiunto Lia Sava insieme al Procuratore capo Sergio Lari) è stato il”caso Montante” e l’antimafia sociale ed economica.
“Inutile aggiungere che gli aspetti di attualità hanno reso ancora più importante questa missione”, ha detto infatti la Bindi che ha ringraziato il Prefetto, Maria Teresa Cucinotta, seduta al suo fianco durante la conferenza, così come tutte le forze di Polizia che sono state ascoltate.
Sulle indagini in corso della Procura di Caltanissetta su Antonello Montante, leader di Confindustria Sicilia, pioniere dell’antimafia economica in Sicilia, Rosy Bindi ha chiaramente detto che la Commissione antimafia aprirà un’inchiesta con finalità di carattere politico.
“Noi abbiamo posto la domanda sia al comitato per l’ordine e la sicurezza che ai magistrati che indagano. Non ci sono elementi che la Commissione può dare anche perchè questa parte dell’audizione è stata secretata. Abbiamo fiducia nelle indagini della magistratura”, ha spiegato, aggiungendo che “da tempo questa Commissione antimafia si era posta il problema di svolgere un’inchiesta sull’antimafia. Noi siamo convinti che per fare una lotta alla mafia bisogna avere un’antimafia trasparente e quindi è nostro dovere, con serenità e con intenti non polizieschi ma politici, e con l’intento di migliorare e dare al Paese il nostro contributo perchè il ruolo dell’antimafia sociale ed economica sia sempre più forte e un punto di riferimento importante per la lotta alla mafia”.
“Quando un simbolo si intacca, ci sono delle ombre sull’azione di chi viene considerato giustamente un pioniere e un apripista della lotta alla mafia economica, quando c’è qualche ombra si indeboliscono gli anticorpi della resistenza contro la mafia. Nostro compito è capire. In nome dell’antimafia non si può praticare per una convenienza di parte, è una battaglia di tutti. Contro la mafia per la comunità, non per l’interesse di qualcuno”.
“Faremo questo lavoro, sarà molto delicato, ma siccome nessuno di noi ha interessi per appoggiare una parte o l’altra, credo che potremo dare il nostro contributo”.

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