Incendio casa famiglia di Serradifalco. Ruvolo (Etnos): "meccanismo emergenza ha funzionato"

L’incendio avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi nella casa famiglia “Il Chicco di grano”, di Serradifalco, poteva provocare seri danni. Al momento in cui sono divampate le fiamme, c’erano sedici ospiti, sei mamme e dieci bambini. Il rogo è partito all’interno di una delle camere dell’appartamento a due piani che si sviluppa su complessivi 450 metri quadrati.

Fortunatamente, come spiega il presidente di Etnos Cooperativa Sociale, Fabio Ruvolo, il meccanismo dell’emergenza ha funzionato, sia all’interno della casa famiglia “Il chicco di grano” gestita dalla cooperativa in via Crucillà, che quello del territorio con il pronto intervento di Carabinieri e Vigili del fuoco e prima ancora di due cittadini volontari, un agente di Polizia e il nipote.

Ancor prima sono stati gli stessi operatori della Coop. Sociale Etnos, a circoscrivere le fiamme utilizzando gli estintori in dotazione dopo aver evacuato i bambini. Grazie alla catena dell’emergenza e alla solidarietà dei cittadini (alcune famiglie hanno prontamente ospitato i bambini per rasserenarli nelle proprie case), l’incendio al “Chicco di Grano” è stato limitato ad una sola stanza e intorno alle 21,30, dopo i rilievi della scientifica dei Carabinieri e dopo che i vigili del fuoco hanno completamente disinnescato eventuali focolai, la struttura è stata dichiarata nuovamente agibile, eccetto la stanza interessata dalle fiamme.

Così gli ospiti hanno tirato un sospiro di sollievo. Due lievi intossicati, due donne ospiti, sono state portate in ospedale ma più per precauzione. Con loro anche due operatori che avevano inalato troppo fumo.

La causa del rogo appare quasi certamente accidentale, forse un corto circuito a qualche apparecchio elettrico utilizzato da una delle ospiti. Mentre l’impianto elettrico non ha subito alcun danno, motivo per cui è stata concessa subito l’agibilità. Ad ogni modo i Carabinieri hanno effettuato tutti i rilievi del caso prima di riconsegnare la struttura a Fabio Ruvolo.

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