“In isolamento con tampone negativo”. La denuncia della consigliera Pd Annalisa Petitto

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“Nisseni reclusi a casa con tamponi negativi”. E’ la pubblica denuncia della consigliera comunale del Pd Annalisa Petitto che riporta una testimonianza personale dopo un periodo di isolamento precauzionale vissuto insieme alla famiglia. Tutto è nato da una cena in un ristorante cinese dove si era verificato il contagio di un dipendente. L’azienda sanitaria aveva invitato gli avventori a segnalare la loro presenza e così è stato fatto.

“Sono trascorse 48 ore dall’effettuazione del tampone rapido per la rilevazione del COVID-19 e del correlato esito negativo, tampone somministrato a me ed alla mia famiglia il 21 ottobre 2020 alle ore 16:30. Nella medesima situazione si trovano molti nisseni”. In serata è poi arrivato il provvedimento dell’ufficio di sanità pubblica (Spemp) che ha comunicato la fine dell’isolamento. Ma per la Petitto rimane l’amaro in bocca per le tante telefonate ed email senza risposta. “Non sono bastate ore e ore di vani tentativi per riuscire a contattare i numeri covid riportati sul sito ufficiale dell’Asp di Caltanissetta e non sono bastate le sei mail inviate nelle ultime 48 ore per riacquisire, nel rispetto delle regole e delle leggi, il diritto alla libertà di movimento fuori dal domicilio dove per 10 giorni, e dopo un’auto denuncia figlia di un profondo senso civico, sono stata in quarantena insieme alla mia famiglia”. Senza la comunicazione dello Spemp, infatti, anche in presenza di tamponi negativi, rimane l’obbligo di isolamento domiciliare.

Per la consigliera comunale del Partito democratico “è inaccettabile che soggetti con esito negativo al covid, alla fine di una quarantena, restino reclusi a casa per oltre 48 ore a causa di procedure burocratiche e telematiche che dovrebbero essere pianificate”.

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