In fuga da Charkiv, in arrivo a Caltanissetta. L’anziano profugo incontra un angelo e ritrova il sorriso

Classe 1949, qualche acciacco che lo costringe a camminare con l’ausilio di un bastone, Yevhen è un anziano profugo in fuga da Charkiv città dell’Ucraina orientale tra quelle più colpite dai missili russi.

Per quattro giorni ha vagato da solo, così com’era partito, per il campo profughi di Korczowa in Polonia. Un centro commerciale convertito all’accoglienza dei migliaia di profughi in transito. Molti vogliono rimanere nel Paese confinante nella speranza di rientrare al più presto in Ucraina e per questo si appoggiano a familiari e amici. Senza nessun familiare a cui rivolgersi Yevhen ha trovato un amico in Giovanni Guarino che con il Gruppo accoglienza familiare (Graf) fa la spola da settimane tra i campi profughi del confine polacco.

La passione di questo anziano signore è il giardinaggio e a Caltanissetta potrà ritrovare il suo giardino grazie a una catena di solidarietà. Sarà ospitato in una delle strutture della cooperativa Etnos situata in campagna, luogo ideale per coltivare il suo hobby.

“Non ha nessuno in Italia e nessun parente in Ucraina, ha scelto Caltanissetta – ci racconta via whatsapp Giovani Guarino che lunedì farà rientro in Italia -. Quando gli ho fatto la proposta di venire da noi gli si sono illuminati gli occhi, perché ha capito che qualcuno poteva accoglierlo. E’ scappato con poche cose. Si è messo a disposizione per aiutare, adesso è felice che sta viaggiando. Dobbiamo comprendere quanto sia tragico che un anziano venga sradicato dalla sua terra”. Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina Giovanni Guarino si è fiondato in Polonia. Ha aiutato i volontari della Protezione Civile italiana e collaborato con le organizzazioni sul territorio coordinando la partenza dei profughi in un momento in cui l’accoglienza è demandata alla buona volontà più che alla logistica che si sta perfezionando solo in questi giorni. Arrivato a Katowice ha offerto a Yevhen una passeggiata per la città, un dolce in pasticceria, una stanza in albergo dove l’anziano ha potuto finalmente riposare e scrivere una poesia.

Yevhen partirà con un volo da Katowice con direzione Catania dove uno dei volontari lo preleverà per portarlo a Caltanissetta. Le famiglie del Graf hanno letteralmente aperto le porte delle loro case ai profughi ucraini. Sono alcune decine quelli ospitati in città e in altri paesi della provincia e delle Madonie che hanno aderito al gruppo

“Sento un profondo senso di gratitudine per la sensibilità dimostrata nell’accogliere il nostro appello nel costruire una rete per l’ospitalità di rifugiati ucraini”, afferma Giovanni Ruvolo, uno dei coordinatori del gruppo insieme a Giovanni Guarino, Fabio Lega e altri volontari. “Molti in questo gruppo hanno aperto le proprie case private, stanno lavorando con noi per l’organizzazione e la logistica e per il supporto alle famiglie ospitanti, stanno donando beni e servizi. Ad oggi abbiamo ospitato già 30 persone (tra adulti e bambini) ed altre 15 saranno in arrivo nei prossimi giorni. Un grazie anche ai Sindaci di diverse città siciliane che si sono attivati con noi. Una grande rete di bellezza che appartiene al carattere di noi Siciliani”.

Commenta su Facebook